Gioco
Tentano di truffare una donna con la scusa dei controlli antisismici
Al telefono hanno detto: "Siamo della protezione civile". Ma era tutto falso
CAMAIORE. «L’ho capito dopo poche parole che era una bufala. Un modo per entrarmi in casa. I controlli per il terremoto. Ho 88 anni ma mica sono rincitrullita». No, Silvana Galli non è rincitrullita. Il passo è elastico, da ragazzina. Su e giù per le scale della casa che alla Pieve di Camaiore è appartenuta a Michele Rosi, uno dei più importanti storici del Risorgimento. Ci vuole più di una telefonata per metterla nel sacco. Di una Lucia qualunque, poi. Anche se il tentativo è di far presa sulla paura. Sciacallaggio (infimo) da terremoto.
Silvana Galli non ci casca. La sua reazione coglie di sorpresa la tipa al telefono. Non una novità per Silvana: a 16 anni, un secolo fa, si è rifiutata di abbandonare in orfanotrofio il figlio nero avuto da un soldato americano. «Il 1° novembre mi squilla il telefono di casa. Mi si presenta una certa Lucia. E subito attacca dicendo che devono venire a fare un controllo per via del terremoto. Mi spiega che è necessario effettuare verifiche sulle case antiche e in effetti la mia lo è, visto che ha 300 anni». La padrona di casa lascia parlare per un paio di minuti l’operatrice poi la interrompe: «Ho iniziato a brontolare qualche parola. L’ho interrotta un modo un po’ brusco e alla fine ho staccato la linea, senza troppi complimenti. Io sono una rompiscatole, lo so».
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Subito dopo aver riagganciato, l’umore non migliora. Anzi, sale una rabbia sottile, perché la pensionata comincia a rimuginare su quello che è appena accaduto. Già la telefonata di questa importanza arriva in un giorno di festa; poi dal Comune, dalla protezione civile non c’è stato alcun preavviso. «Ma soprattutto se davvero fosse stato un avviso reale, l’operatrice mi avrebbe richiamato. Avrebbe potuto dirmi che mi ero sbagliata, che non dovevo riattaccare perché effettivamente c’erano dei tecnici della protezione civile in giro per il territorio comunale che andavano in giro a verificare la staticità delle abitazionipiù vecchie».
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Invece, dopo che la cornetta è stata sbattuta giù, il telefono non squilla più «a conferma che si tratta di un inganno. Al pari di quelli che mi chiamano spesso dai call center per il gas, la luce, il contatore che non va bene e che richiede una visita a domicilio per il controllo. Ma io non ho mai fatto venire nessuno». Figurarsi se l’ottantenne apre la porta a una tizia che sostiene la necessità di controlli anti-terremoto: «È indubbio che con queste telefonate vadano a cercare le vecchiette come me. La gente pensa che, vista l’età, ci raggirano prima. Ci considerano più rimbambite, ma io non lo sono. Il mio dottore dice che dimostro 20 anni meno dell’età che ho».
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La prontezza di riflessi lo conferma. Dopo la telefonata-truffa, Silvana Galli avverte l’assessore alla protezione civile del Comune di Camaiore, Carlo Alberto Carrai. «Stai attento: stanno chiamando la gente per dire che vengono a fare i controlli nelle case. Ma io lo so che non è vero». E, in effetti, l’assessore conferma che non è vero. Che il Comune non ha autorizzato alcuna verifica. «L’aspetto peggiore di questa vicenda - conclude Silvana Galli - è che con queste telefonate sfruttano la paura che la gente ha per il terremoto per imbastire le truffe. Anche qui, infatti, qualche giorni fa abbiamo sentito la scossa e l’abbiamo sentita anche forte. Perciò c’è chi ci potrebbe cascare. C’è chi potrebbe anche credere ai controlli sulle lesioni. Ma io proprio no. Non io. Io non sono ancora rimbambita».
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