Il Tirreno

Versilia

Seravezza come Carrara In classe si insegna il marmo

di Tiziano Baldi Galleni
Seravezza come Carrara In classe si insegna il marmo

Al Marconi sono pronti due corsi sulla produzioni e sulla lavorazione lapidea I nuovi insegnamenti sono già in promozione nelle medie del territorio

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SERAVEZZA. Coinvolte ci sono società leader del lapideo come la Campolonghi Italia, l’Henraux Spa, la Landi Group Srl, e la Coop Condomini di Levigliani. Hanno dato il loro supporto per creare il nuovo indirizzo scolastico che nascerà a Seravezza: la cava e i laboratori di trasformazione di queste realtà aziendali diventeranno i banchi di scuola per imparare l’arte del marmo. È questa in sostanza l’assoluta novità dei due corsi di studio - “Produzioni industriali e artigianali” e “Coltivazione e lavorazione dei materiali lapidei” – che saranno istituiti a Seravezza nell’istituto professionale Guglielmo Marconi. Un corso simile esiste anche a Carrara, ma quello che sorgerà in Versilia sarà all'avanguardia.

«Formerà la figura di un marmista tecnologico, in grado di utilizzare macchine moderne e appunto tecnologiche», ci spiega Lorenzo Isoppo, dirigente dell’istituto Marconi.

Amministrazione di Seravezza, che ha proposto questa offerta formativa, e la scuola sono in attesa che il corso venga attivato ufficialmente dalla Regione Toscana. Entro Natale dovrebbe arrivare l'approvazione, ma intanto la nuova offerta didattica è stata già comunicata alle scuole medie per le iniziative di orientamento dedicate agli alunni delle terze.

«La nostra idea è quella di puntare sull’aspetto tecnologico - prosegue Lorenzo Isoppo - Gli alunni di questo corso dovranno imparare ad usare le macchine a controllo numerico e i robot, che stanno facendo ingresso a tutto spiano nel mondo del lapideo; e allo stesso tempo c’è una carenza di giovani in questo settore con competenze in merito».

I corsi avranno la valenza a tutti gli effetti di una scuola superiore, con tanto di esame di stato e diploma a conclusione, come già avviene con l’indirizzo alberghiero. Si potrà scegliere tra “Produzioni industriali e artigianali”, e a partire dal terzo anno proseguire con “Coltivazione e lavorazione dei materiali lapidei”.

Altrimenti sarà possibile anche frequentare il corso di istruzione e formazione professionale di “addetto alla lavorazione del marmo” che consentirà il conseguimento di un titolo già al termine del terzo anno. La scuola del marmo avrà un’alternanza scuola-lavoro o di stage formativi, ma ovviamente ci saranno anche lezioni sulle materie classiche che si apprendono anche negli altri indirizzi scolastici superiori.

«Noi - prosegue il dirigente scolastico - lavoreremo molto sulla parte scolastica: docenti e competenze generiche nel settore della tecnologia, del disegno e della robotica ci sono. Invece l’approccio al marmo avverrà con l’alternanza scuola lavoro, e attraverso momenti di presenza in azienda; oppure verranno a scuole esperti delle aziende locali».

Il sindaco Riccardo Tarabella ha proposto questa idea fin dalla sua campagna elettorale: «L’avvio di questi percorsi di formazione potrà finalmente soddisfare l’ormai elevata esigenza di un progressivo e qualificato ricambio, sia in cava che nelle unità produttive al piano».

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