Toscana
Il ragazzo del Belvedere: «Viareggio merita di più»
Carlo Fappani, storico commerciante della Passeggiata dove è nato e abita racconta quella piazza Mazzini che il padre scelse nel lontano 1933
VIAREGGIO. Il ragazzo del Belvedere è nato lì nel 1937 e da quell’osservatorio ha guardato passare prima «calciatori, cantanti, divi del cinema», poi la sabbia che invade le aiuole, le secca e rimane per mesi. «Sono nato dove c’è il negozio e ho visto un’altra Viareggio», racconta Carlo Fappani, storico titolare dell’omonimo locale della passeggiata, oggi riaperto e gestito da Oreste Bergamini e Massimiliano Fappani. «Ora l’incuria è regina», è la voce di chi il Belvedere lo conosce centimetro per centimetro, «in quella Viareggio creata dalla natura e rovinata dall’uomo. Perché non c’è più amore per questa città».
Il padre di Carlo arrivò a Viareggio da Milano: «C’era la miseria più nera». Riuscì ad aprire «una piccolissima pasticceria dove adesso c’è il negozio di ottica Ruffo». Poi, «nel 1933, quando l’architetto Belluomini rivalutò piazza Mazzini, prese in affitto i fondi dell’attuale locale - era il 15 giugno - e piano piano, negli anni, l'abbiamo comprato». È nel 1965 che la guida del bar pasticceria più rinomato della città passa nelle mani di Carlo: «Eravamo dal notaio per l’atto. E ricordo come fosse ora le parole di mio padre: ti lascio in un posto dove la gente verrà sempre».
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Rispondere alla domanda “perché” è facile e Carlo Fappani lo fa tutto d’un fiato: «Perché il Belvedere è l'unico posto di Viareggio dove si apre il mare, il porto, vedi la Gorgona. Non ci vorrebbe poi tanto a tenerlo meglio». Oggi che il bar Fappani ha riaperto, ed è stato un sospiro di sollievo per la città, «la gente ha ripreso a venire. Ma quando si guarda intorno...». L’elenco della desolazione non finisce più: «Le aiuole sono piene di sporcizia e c’è ancora la sabbia di quattro mesi fa che nessuno toglie. Sulla pavimentazione del Belvedere le persone cadono tanto è rovinato. Ma dov'è il salotto buono? È buono se tenuto curato. E così non è. Allora è il salotto sudicio». Tanto per parlare chiaro.
Carlo Fappani ci tiene a non buttarla in politica, e sarebbe fin troppo facile. Ma una considerazione è inevitabile, a colpo d’occhio: «Basta passare il ponte della Fossa dell’Abate e a Lido è tutto un altro mondo. La Passeggiata è tenuta bene, il verde c'è e si nota. Perché bastano tre metri e cambia tutto? Perché c'è un'amministrazione che ha interesse».
A chi governerà in futuro, chiunque sia, Fappani consegna un monito: «Si potrebbe fare di più». Si potrebbero «coinvolgere i vivaisti nella manutenzione delle aiuole: si potrebbero riattivare gli impianti sotterranei che bagnano la sabbia quando c’è buriana, così che non voli fino a Palazzo delle Muse, là dove un tempo c’era il Municipio che lì avrebbe dovuto rimanere; si potrebbe evitare che nelle aiuole di Città Giardino vengano svuotati i wc chimici dei camper che parcheggiano a Città Giardino». Gli impianti per bagnare la sabbia - ricorda lo storico commerciante della Passeggiata - «nei primi anni dall’installazione funzionavano. Poi hanno smesso. Basta prendere la ditta che l'ha realizzati e farli funzionare. Si risponde che costa. Ma costa di più sicuramente pulire la sabbia!».
E si potrebbe decidere cosa fare dell’area dell’ex Casa del Fascio, proprio di fronte al Belvedere delle maschere: «Piazza Mazzini è il cuore di Viareggio, tutti gli avvenimenti avvengono lì», sono ancora le parole di Fappani. «Lì c’era il Municipio, lì le carrozzelle. Io, nel 1946, ho visto la Casa del Fascio venire giù. Ora che hanno tentato di mettere in piedi un’operazione edilizia in quell’area cresce rigogliosa solo l’erba. Tanto valeva davvero lasciarci il parcheggio».
E l’elenco del degrado che «è continuo, giornaliero» può continuare all’infinito: «Sono contento che i miei amici di Galliano abbiano rinnovato il bar-gelateria», un altro pezzo di storia della Passeggiata e di Viareggio: «Ma avete visto com’è ridotta la zona del Principino? E la Terrazza della Repubblica?». In questi giorni di ponte autunnale il nuovo Fappani è stato sempre pieno: «Oreste e Massimiliano lo fanno funzionare alla grande perché c'è passione. Il premio che hanno è quello della gente. Hanno riportato il locale al livello che gli competeva».
Ma nelle ultime settimane la veranda di Fappani «è stata forzata due volte» e per fortuna è scattato l’allarme.
La conclusione arriva dal cuore del ragazzo del Belvedere: «Di questa città ci si innamora. Ma meriterebbe davvero che fosse tenuta un po' meglio. Basta un po’ di buona volontà».
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