Sicurezza
Piazza Mazzini a Viareggio: lì c’è la nostra identità
Ecco perché il Belvedere delle Maschere deve essere salvato
Ci si vede in piazza Mazzini. Chi di noi non lo ha mai detto a un amico o una fidanzata. È il punto di incontro per eccellenza. Il luogo dell’incrocio di tanti destini. Per stringersi la mano, abbracciarsi, amarsi, bisticciarsi. Per prendere il sole o perdersi in un tramonto. Per divertirsi tra musica e coriandoli o protestare contro le tasse o per maggiori diritti.
È la piazza dei viareggini: ci si portano i bimbi appena nati a prendere il sole e l’aria buona. Ci si va con le fidanzate per gustarsi il tramonto con i piedi giù penzoloni dal muretto tra il Belvedere e la spiaggia. Ma è anche la piazza di chi a Viareggio non c’è nato ma ci viene in vacanza o per lavoro. E quasi sempre se ne innamora.
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Per tutto questo, per le mille e mille storie che nei decenni sono nate, finite o passate da qui il Belvedere delle Maschere, dai più conosciuto semplicemente come piazza Mazzini (che in realtà è la parte retrostante rispetto al lungomare), è un luogo del cuore, un posto da salvare dal degrado che, purtroppo, da qualche anno a questa parte lo contraddistingue. La questione non è solo quella di presentare la piazza come il miglior “biglietto da visita” della città. Piazza Mazzini è il luogo dell’identità della città e come tale va trattato.
Perché proprio piazza Mazzini simbolo della nostra identità? Intanto per una questione geografica. È la piazza centrale, baricentrica rispetto al lungomare, ma è soprattutto un punto di arrivo. La strada che collega il Belvedere al resto della città non è una via qualunque ma quella della stazione. Scendi dal treno, ti affacci su via Mazzini è già l’intravedi, là in fondo, la piazza, il mare. E proprio col treno al mare arrivavano i villeggianti negli anni del boom turistico. Dunque la piazza dell’arrivo nel luogo delle vacanze, sinonimo di spensieratezza, divertimento e felicità. Sì, proprio come recita un celebre motivo del Carnevale di Viareggio: “non ti sbagliare, scendi alla stazione, dove c’è scritto qui felicità”.
Già, il Carnevale. Che nasce in via Regia ma trova casa, stabilmente, sul Belvedere delle Maschere: anfiteatro tra mare, monti e architetture Liberty, palcoscenico ideale per i giganti i cartapesta che lasciano a bocca aperta spettatori da mezzo mondo. Nello spicchio di cielo sotto il quale si sviluppa la piazza ogni anno si vive l’emozione della sfilata, dei verdetti del Carnevale, dei fuochi con i quali la manifestazione saluta il suo pubblico e dà appuntamento all’edizione dell’anno successivo, con la statua di Burlamacco - del carrista Fabrizio Galli - che sembra far ciao con la mano tra uno scoppio e l’altro.
Di recente il Belvedere delle Maschere, proprio in occasione del Carnevale, è stato scelto dal regista Paolo Virzì per girare alcune delle scene più belle del suo “La pazza gioia”. Ma questa era ed è la piazza, di Mario Monicelli e Giorgio Gaber, di Lorenzo Viani e Mario Tobino. E sono solo i primi nomi che vengono in mente per raccontare un po’ della storia di Viareggio. Che passa anche da successi sportivi. In questa piazza Viareggio ha seguito e festeggiato - dieci anni fa - l’impresa del suo mister, Marcello Lippi, campione del mondo, che pedalando in bicicletta sul lungomare solo qui forse può permettersi di essere “solo” Marcello. E qui ha celebrato i sui campioni di hockey, i ragazzi del Cgc, in occasione dello scudetto del 2011. Piazza Mazzini è il luogo dei concerti che ora non ci sono più. «Ma te lo ricordi quando venne Santana a Viareggio?» si racconta ancora al tavolino di qualche bar quando c’è voglia di far polemica su quello che la città ha perso. Ebbene Santana si esibì proprio in piazza Mazzini, ormai un secolo fa. Come pure suona ormai come roba d’altri tempi la Fiera del Libro di Viareggio che riempiva il Belvedere. Ma era, appunto, il 1955.
Occasioni perdute? Forse. O più semplicemente tappe di una storia le cui alterne vicende, tra gioie e dolori, più o meno sono andate in scena sul solito meraviglioso palco. Perchè qui, a due passi dal mare, non ci si è incontrati solo per fare festa. Piazza Mazzini è stata ed è anche il luogo della protesta, della rabbia e, purtroppo, del lutto. Non ultimo il luogo dei cortei dei viareggini scesi in strada accanto ai familiari delle vittime della strage ferroviaria del 29 giugno 2009 per non dimenticare e chiedere giustizia.
È una piazza bella e emozionante che merita rispetto e dignità. E salvarla dal degrado è un obiettivo possibile, alla portata. Sarebbero sufficienti poche decine di migliaia di euro per rimettere in sesto la pavimentazione. A cui aggiungere un po’ di pulizia. Soldi che un Comune in dissesto e commissariato, come in questo momento Viareggio, non può permettersi di spendere ma che una politica lungimirante o più semplicemente il gesto d’amore di qualche privato potrebbero mettere a disposizione nell’interesse della collettività. Alla quale chiediamo di mettersi in gioco, raccontare per immagini l’amore per il Belvedere delle Maschere che merita di tornare ad essere il luogo della bellezza. Per questo chiediamo a tutti, viareggini e non viareggini, di fotografarsi in piazza o aprire il baule dei ricordi e mandarci le immagini che più li legano al Belvedere delle Maschere: una raccolta di scatti, di storie ed emozioni, tra passato e presente, per rafforzare la richiesta di un intervento di recupero e valorizzazione della piazza.
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