Sicurezza
Maltempo: tanti danni ma poche richieste per i risarcimenti
Oltre 450 famiglie e imprese colpite dalla tempesta di vento e dalle frane tra il 2013 e il 2015. Solo 87, però, le domande
SERAVEZZA. Di oltre 450 famiglie che hanno subito danni alle proprietà private per calamità naturali (tra gennaio 2014 e il 5 marzo 2015) soltanto 72 potranno ricevere un contributo dalla Regione. Questa volta la causa non è né la burocrazia, né la politica, ma semplicemente perché i seravezzini non ne hanno fatto formale richiesta. Eppure il Comune ha contattato i cittadini uno per uno. Che si tratti di negligenza?
Senz’altro tra questi c’è chi forse ha pensato che i danni non fossero poi così ingenti da chiedere un rimborso. Fatto sta, però, che nell’elenco stilato dal comune di Seravezza, e pubblicato sul sito online, l’ammontare dei contributi è di 691 mila euro, calcolato su 72 domande ammesse su 87. Un altro dato interessante, che si evince dall’elenco, è che le domande riguardano danni registrati sul territorio comunale nella porzione compresa tra il capoluogo e la piana: nessuna richiesta è pervenuta dalle aree collinari e montane. In quel periodo considerato si registrò il fortunale di vento del 5 marzo; l’anno prima – 2014 – le frane su monte di Ripa, e in piazza Carducci a Seravezza, più altre criticità idrogeologiche sulla montagna. La procedura per il rimborso dei danni del maltempo è stata avviata dal Comune i primi di settembre di quest’anno, sulla base delle indicazioni e dei criteri definiti dalla Regione.
«Per prima cosa ci siamo preoccupati che tutti i 457 cittadini aventi diritto ai contributi, cioè coloro che all’epoca delle calamità avevano presentato le cosiddette “schede B”, fossero avvisati della procedura in corso» spiega l’assessore alla Protezione Civile Dino Vené. «Non ci siamo quindi limitati a diramare un avviso pubblico e ad informare tramite stampa e web, ma abbiamo contattato personalmente uno per uno gli interessati, dei quali avevamo i recapiti grazie alle “schede B”. Dopodiché, tramite apposita convenzione, abbiamo incaricato un’associazione di volontariato di gestire il front office per le informazioni e abbiamo costituito uno staff intersettoriale composto dal personale della protezione civile, dei lavori pubblici e dell’edilizia privata per la gestione operativa del lungo iter che ci ha portato fino ad oggi e che contiamo di chiudere entro fine novembre». Infatti gli uffici comunali stimano di concludere l’intera procedura entro la fine di novembre con l’invio degli elenchi definitivi alla Regione. I 691 mila euro riguardano tutti beni immobili, e solo 900 euro per beni mobili. Saranno eseguiti controlli a campione tramite sorteggio sul 20% delle domande accettate.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
