Gioco
Inchiesta sul caso tallio La procura a Valdicastello
Il magistrato Lucia Rugani ha fatto un sopralluogo alle ex miniere Edem Soddisfatti i comitati: «Nutriamo grande fiducia nel corso della giustizia»
PIETRASANTA. Un sopralluogo per capire e conoscere le mille dinamiche che si intrecciano all’interno dell’area mineraria di Valdicastello, quello effettuato nei giorni scorsi da Lucia Rugani, magistrato della procura di Lucca. Soprattutto un passaggio importante nel contesto di una vicenda, quella della contaminazione da tallio dell’acqua della frazione - ma anche in tempi successivi del centro cittadino e della zona Pollino e Traversagna - su cui la stessa procura sta indagando per appurare eventuali responsabilità.
Da qui la presenza del magistrato a Valdicastello che, accompagnato dal direttore delle stesse miniere ex Edem, da decenni in stato di abbandono, Giovanni Santomaso e ancora dai referenti del Comitato tallio Valdicastello e dell’Associazione per la tutela ambientale della Versilia, ha visitato diversi siti, da Pollone a Monte Arsiccio fino a Rezzaio.
«È stato un sopralluogo importante anche per le associazioni - fanno sapere dal Comitato - perché ci siamo potuti rendere conto, una volta di più, della complessità della situazione. La presenza della dottoressa Rugani a Valdicastello è stata motivo di conforto e soddisfazione per noi residenti che nutriamo grande fiducia nell'operato della Procura».
Sullo sfondo restano però le tante domande innescate da un’emergenza deflagrata nel 2015, ma con le prime “avvisaglie” già registrate nel 2013, e che ancora oggi continua a destare grande preoccupazione: basti pensare che sempre a Valdicastello sono una trentina le abitazioni dove l’acqua del rubinetto, ancora oggi, non è potabile proprio per una tracciabilità, oltre la soglia consentita, del tallio. E non è dato sapere quando tornerà potabile. In attesa che la procura faccia chiarezza su chi e cosa ha causato l'emergenza e sulle modalità di una bonifica del sito rimasta su carta, c’è anche il caso dei cumuli di eternit in zona Rezzaio a destare timori e paure in paese. L’amministrazione si è impegnata ad intervenire nelle prossime settimane per la rimozione del materiale, ma il denaro a disposizione dell’intervento viene ritenuto dallo stesso comitato insufficiente: da qui un’assemblea dei responsabili di comitato e associazione XII Agosto convocata ieri sera, «per valutare eventuali azioni da intraprendere per la tutela degli abitanti e per individuare anche in questo caso - dicono i cittadini - eventuali responsabilità. Siamo stanchi di promesse e parole: vogliamo fatti perché abbiamo paura di quello che beviamo e respiriamo da troppo tempo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
