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In “I Care” torna Anci, corsa contro il tempo

In “I Care” torna Anci, corsa contro il tempo

Cesare Cava di nuovo al lavoro nella società dei tributi ma entro fine anno centinaia di avvisi e verifiche

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VIAREGGIO. Riprende il lavoro di Anci Innovazione, con il consulente Cesare cava, in “I Care”. È l’annuncio che l’azienda pubblica presieduta da Moreno Pagnini ha fatto ieri nell’incontro con i sindacati alla presenza del sub commissario Stefano angelo Del Punta e dei sindacalisti della Filcams-Cgil. Formazione e coordinamento del lavoro in vista dei crediti da recuperare: ecco il lavoro che aspetta Anci Innovazione ed il personale della società. Che pone due problemi dei quali si è fatto interprete il sindacato: l’inquadramento, oggi nel livello più basso del contratto del commercio, e l’esclusione degli ex lavoratori della Viareggio Patrimonio fallita, oggi confluiti per la maggior parte in “I Care” dalle norme del “Job Acts”.

«Sulla prima questione - spiega Massimiliano Bindocci, sindacalista Filcams-Cgil interpellato dal “Tirreno - l’azienda ha dato una disponibilità che adesso andrà formalizzata». Sulla seconda, invece, sembrano sussistere maggiori ostacoli. Ma i lavoratori hanno dato un mandato chiaro ai propri rappresentanti: così era scritto nell’accordo che ha sancito il passaggio da una società all’altra, e così dovrà essere assicurato e garantito.

C’è poi, tutta aperta, la questione delle tempistiche: di fatto inizia ora un lavoro da chiudere entro fine 2016 che prevede l’invio di numerosi avvisi, accertamenti, per non perdere crediti che andranno in prescrizione. Il rischio, reale, che l’azienda vada in tilt c’è. Anche perché già oggi gli utenti sono alle prese con comunicazioni errate che poi vengono annullate. Per esempio quelle relative al minor costo della tassa sui rifiuti, quando il suo pubblico all’esterno è stato ridotto dalla normativa comunale. Chi si è visto arrivare gli avvisi in questi giorni ha scoperto che la Patrimonio, in quella occasione, cambiò i codici delle pratiche. Ed oggi quelle cartelle risultano non pagate.

Tutta aperta anche la vicenda dei setti dipendenti del Centro Congressi, ormai senza lavoro da un anno. Venerdì mattina alle 10 organizzeranno un presidio davanti al Principino, per ricordare la propria condizione. L’incontro sindacale di ieri, spiega Bindocci, «ha fatto capire che potrebbe esservi occasione di inserirle in alcune imprese che hanno appalti con il Comune». Ma la strada sembra tutta da percorrere ed ancora in salita.

Donatella Francesconi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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