Forti e uniti come 25 anni fa: riecco il Viareggio di Mendella
La squadra con Spalletti, Bisoli e Baldini che sfiorò la serie C1 si è ritrovata da “Giorgio”: «Che emozione»
VIAREGGIO. A distanza di 25 anni si sono ritrovati insieme a cena al ristorante “Da Giorgio”, come facevano quando giocavano nel Viareggio. Li allenava Enzo Riccomini, piombinese, ma viareggino ormai di adozione: fu lui il condottiero di un gruppo che vinse nella stagione 89-90 il campionato di serie D e la stagione successiva in C2 sfiorò la seconda promozione di fila. Che sarebbe arrivata se non fossero sopraggiunti alcuni problemi per il patron, il telefinanziere Giorgio Mendella. Che lunedì 31 a sorpresa si è presentato alla cena dei suoi ex ragazzi.
Il gruppo di calciatori ha fatto capire che nello sport, come nella vita, per ottenere determinati risultati si devono avere dentro dei valori «che non si possono trovare al supermercato, ma sono nel Dna di ognuno di noi». Il diesse di allora, Oreste Cinquini, che ha fatto come alcuni dei suoi giocatori una brillante carriera, li ha saputi scegliere uno per uno. E sono rimasti a distanza di tanti ani nei cuori dei tifosi viareggini.
Giorgio Mendella li ha definiti leggendari. «Se a distanza di tanti anni le imprese di questa squadra sono ancora vive per molti - dice - è la dimostrazione che saremmo potuti arrivare in serie A, se non fossero sopraggiunti alcuni problemi. Ho respirato stando con voi una bella sensazione, la squadra aveva una voglia di vincere e di essere la migliore, come migliore sarebbe dovuta essere la città».
[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.14349131:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.14349131:1652294338/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Diversi dei protagonisti sono adesso nel calcio che conta. Luciano Spalletti, che arrivò dallo Spezia, come centrocampista e fu trasformato da centrale difensivo da Riccomini: oggi è l’allenatore della Roma. Era assente, perché gioca in Europa League contro l’Austria Vienna, ma ha telefonato ai suoi vecchi amici. Non c'era neppure Pierpaolo Bisoli, tecnico del Vicenza. Il diesse Oreste Cinquini era in Russia, in quanto potrebbe firmare per la Dinamo Mosca. A sorpresa è arrivato da Londra Franco Baldini: a Viareggio lo chiamavano Michel per la sua classe, in onore di Platini. Baldini si infortunò e terminò la carriera da calciatore iniziandone una alla grande da direttore generale, che l'ha portato alla Roma, al Real Madrid, al Tottenham, ed ora come consulente di calcio inglese. Gabriele Zamagna, invece, è il diesse dell'Atalanta.
Qualche chilo in più e qualche capello in meno, ma non hanno perso la voglia di scherzare e dimostrare a distanza di tanti anni quanto fossero uniti. È bastato che Giorgio Eritreo, Luciano Fusini e Paolo Valori - per lui il debutto in serie A con il Milan - assieme a Gigi Cecchi organizzassero la serata, perché tutti rispondessero presente. Beni, Casarotto, Caramelli, Guerrini, Mangoni, Fusini, Bisoli, Puppi, Gargani, Pontis, Zamagna, Barbuti, Valori, Manarin, Cecchi, Carillo, Stabile, Colasante, Lancini, Tatti, Spalletti, Eritreo, Prosperi, De Mozzi, Sormani. Questi gli artefici di quegli anni meravigliosi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
