La protesta
Belvedere, non solo pavimentazione ko ma anche le aiuole
Invase dalla sabbia che nessuno rimuove da mesi E la pista ciclabile dai lavori del 2011 non è stata asfaltata
VIAREGGIO. Protagonista dell’ultimo film di Paolo Virzì, grazie alla vista mare offerta. Ma anche dei tanti “film” personali di chi è passato di qui. Il Belvedere della maschere e la sua piazza Mazzini, faccia a faccia, separati solo dal viale a Mare. «Per fortuna che è la piazza più importante della città», commenta amareggiato da Monza Roberto Nuara che da tempo segnala, anche al Comune, le condizioni delle piazza dove il 2 agosto scorso una persona è caduta e ancora non si è capito a chi tocchi risarcirla del lungo iter medico che l’incidente le ha procurato.
Lo sguardo corre in giro. Dalla spiaggia alla pavimentazione-groviera, fino alle aiuole antistanti. Là dove c’era l’erba, cantava Adriano Celentano. L’erba sintetica, sperimentata dall’amministrazione Betti appena un paio di anni fa, ed oggi interamente ricoperta dalla sabbia dell’ultima Libecciata. Scenario di verde ormai arido e spelacchiato, con cumuli di sabbia che nessuno ha mai pensato di rimuovere.
Già. Perché il problema atavico del Belvedere, ma anche di tutta piazza Mazzini, è l sabbia. Quando soffia il Libeccio il vento porta cumuli di granelli ovunque. Per ripulire deve entrare in azione Sea, che però sembra agire solo nel perimetro tra le aiuole e non dentro le stesse. Che si riempiono di sabbia con le prime bufere di prima estate e continuano nei mesi successivi a mostrare lo stesso volto devastato.
L’amministrazione guidata da Marco Marcucci sperimentò un impianto posizionato sotto la sabbia che entrava in funzione quando soffiava vento così da tenere bagnata la sabbia. In realtà non è mai andata così. Dell’impianto si sono perse le tracce senza che mai qualcuno sia riuscito a spiegare perché non ha funzionato.
La Protezione civile, nell’era dell’amministrazione di Leonardo Betti, sperimentò una sorta di barriera trasparente da posizionare subito a ridosso del Belvedere in caso di allerta meteo pensate. Si è vista forse un paio di volte e mai più.
La Passeggiata, e dunque anche piazza Mazzini, è raggiungibile in bicicletta lungo la pista ciclabile del Lungomare. L’unica pista ciclabile non asfaltata. Dai lavori del 2011 ad oggi è rimasta al grezzo. Con i suoi sbalzi di livello, la pavimentazione che “gratta” le ruote delle biciclette, le “fratture” tra un tratto e l’altro, uno dei quali proprio in piazza Mazzini. Quanto mai costerà dotarla di un asfalto che renda sicuro percorrerla? Considerando che detiene il record della viabilità ciclabile con più attraversamenti pedonali al mondo.
In più punti, inoltre, soprattutto in prossimità degli incroci la quarzite norvegese pagata a pesa d’oro, in moneta del posto perché l’azienda che la vendeva non si fidava dell’euro, si è rotta. Sul resto della Passeggiata si notano le numerose fratture, oltre le macchie che la “pezzano” come fosse un foglio di carta assorbente.
Gli interventi stradali, su asfalti e marciapiedi, sono affidati all’azienda pubblico-privata (Comune/Impresa Del Pistoia) Mover che gestisce la sosta a pagamento e da quanto incassa, per contratto, deve destinare minimo 1,5 milioni (nel 2015 furono 1,7 e nel 2016 ne sono stati previsti 1,9) per rendere agibili le strade di Viareggio.
Nonostante il dissesto, dunque, per questo tipo di lavori il denaro c’è. Gli uffici comunali devono dare indicazioni a Mover sulle priorità degli interventi da eseguire. Ma non è difficile: bastano due passi od un giro in sella alla bicicletta per avere chiara la mappa del “groviera” viareggino.
E gli uffici dell’Ente pubblico lavorano e riscuotono gli stipendi sia che ci sia un sindaco in carica, sia che governo un commissario prefettizio.
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