Gioco
Il Belvedere di Viareggio è tutto dissestato
Luogo culto per i versiliesi, tra Piazza Mazzini e il mare, è in condizioni indecorose: con una spesa di poche decine di migliaia di euro potrebbe essere rimesso a posto
VIAREGGIO. A colori o in bianco e nero, da grandi o da bambini, mascherati per Carnevale, con i primi pattini, un bacio al tramonto, i primi passi di un nipotino, alzi la mano chi non ha almeno un’istantanea scattata sul Belvedere delle maschere. Lì dove sole e mare si uniscono, ed è subito spettacolo. Per questo Paolo Virzì l'ha scelto come location di alcune scene del fuo film La Pazza Gioia.
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Giorni di Passeggiata affollata nell’autunno che sembra estate. Ed ecco che salta agli occhi lo stato della pavimentazione del Belvedere, piazza Mazzini, a due passi da quel bar Fappani il cui recupero è stato motivo di orgoglio e sollievo per la città.
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Un groviera, il Belvedere. Come mangiato da topi voraci il suo marciapiede che, quando piove, diventa una trappola con caduta sicura per i più anziani. Questo è l’unico spazio della Passeggiata nel quale organizzare spettacoli, con palco montato o grossi camion che prendono possesso del Belvedere. Il risultato è quello sotto gli occhi di tutti, immortalato negli scatti del fotografo del “Tirreno”, freschi di ieri mattina. Il biglietto da visita della Passeggiata tutelata come un monumento e per la quale si incita ripetutamente ad un’operazione-bellezza.
A Stefano Varia, presidente di Ance Toscana Nord (Associazione nazionale costruttori edili), imprenditore che ha realizzato i lavori in Passeggiata nel tratto dal Molo al Belvedere escluso (come da progetto del Comune) abbiamo chiesto i costi di un eventuale intervento di ripristino del Belvedere. «Scegliendo un asfalto natura è ipotizzabile un costo di 50 euro al metro quadrato, comprensivo di lavori di rimozione dell’attuale pavimentazione». Se, invece, si vuole una nuova pavimentazione «si può arrivare fino a 150 euro al metro quadrato». Sapendo che la scelta deve ricadere su un materiale resistente che assicuri che non si ripeta la devastazione attuale.
Il Comune di Viareggio è in dissesto, se va bene ne avrà ancora per tre anni (così la normativa), che si possa spendere per lavori pubblici non di vitale importanza è impensabile. Ma - ricorda Varia - la normativa può dare una mano. Esiste ancora, infatti, quell’“Art bonus” che consente a chi sponsorizza lavori su beni tutelati di scaricare dalle tasse il 65% della sponsorizzazione. È accaduto per il Colosseo, potrebbe succedere anche per il Belvedere viareggino.
«Il nuovo Codice degli appalti, inoltre - ricorda Varia - prevede la possibilità di affidare opere pubbliche a chi sponsorizza l’intervento. Qualche strumento, insomma, c’è». Ed in tutte le città d’Italia capita di imbattersi in lavori realizzati grazie ad aziende, banche, gruppi di imprenditori o commercianti. Tranne a Viareggio, dove neppure l’albero di Natale in piazza Mazzini riesce ad essere il dono di chi in città maneggia economie da fior di milioni, come accade in porto.
Certo, va ricordato che le ultime due amministrazioni comunali si sono lasciate sfuggire di mano i nove milioni che la Regione aveva inserito nella legge finanziaria proprio per il completamento del rifacimento della Passeggiata, dal Belvedere al Principe di Piemonte. E che per i lavori dal Molo al Belvedere escluso si è scelta un costosissima quarzite norvegese dal costo (nel progetto) di 140 euro al metro quadro, messa in opera compresa, e che veniva difesa e garantita dall’allora dirigente dei lavori pubblici (Riccardo Raffaelli) nonostante la si dovesse pagare in corone norvegesi e andare a prendere sul posto. Ma dagli errori del passato si può imparare. Per sconfiggere la maledizione del “a Viareggio non è possibile”. La sfida è aperta.
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