Il Tirreno

Versilia

Esami e visite bloccati Ecco il piano dell’Asl

di Matteo Tuccini
Esami e visite bloccati Ecco il piano dell’Asl

De Lauretis: una squadra al lavoro per riaprire le liste chiuse

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VIAREGGIO. Sarà affidato a una squadra di esperti il compito di sbloccare le liste d’attesa di visite ed esami medici. Che in Versilia, a volte, vengono negati «a differenza di quanto accade nel resto del territorio dell’Asl. Dove pure si registrano attese anche di dodici mesi». L’annuncio porta la firma di Maria Teresa De Lauretis, direttrice generale dell’azienda sanitaria nordovest. Che spiega: «Una settimana fa abbiamo dato mandato, tramite la dottoressa Grazia Luchini, di riaprire le liste d’attesa chiuse. Ma non vediamo miglioramenti». Ecco perché, secondo quanto rivelato dalla manager, saranno i vertici pisani della superAsl a prendere di petto la questione. Nel tentativo di risolverla una volta per tutte.

Oggi i pazienti versiliesi che si rivolgono al Cup non riescono a prenotare alcune prestazioni specialistiche sanitarie: dalla visita ginecologica di controllo allo studio del campo visivo, passando per la visita alla tiroide, il disagio colpisce troppi settori.

Direttrice De Lauretis, perché succede questo?

«Il problema delle liste d’attesa chiuse esiste da tempo solo in Versilia. Su altre zone ci sono attese anche lunghe, ma le prenotazioni vengono fatte. Come Asl abbiamo dato disposizione di riaprire subito le agende per i prossimi tre mesi, per quanto riguarda le prestazioni in convenzione con i privati. L’abbiamo fatto una settimana fa, ma non vediamo risultati. Interverremo personalmente, per capire qual è il nocciolo della questione. E quali sono le agende che non riescono a dare appuntamenti ai pazienti».

Sembra un commissariamento sulle liste d’attesa.

«No, per carità. Ci faremo un gruppo di lavoro dedicato, tra parte sanitaria e parte tecnica. Stiamo parlando di un problema burocratico, incardinato nell’organizzazione versiliese e che si trascina da molto. E che si ripresenta alla fine di ogni anno, quando c’è il rinnovo delle convenzioni con i privati. Una cosa è sicura: non è colpa del Cup, la questione è organizzativa».

Ci saranno rinforzi per la radiologia del Versilia?

«Abbiamo dato il via all’assunzione di nove radiologi; non è facile trovarli, ad oggi sono previsti quattro arrivi. Ma non so se andranno al Versilia».

È vero che il sistema sanitario regionale vuole chiedere sempre più il supporto dei privati per lo smaltimento delle liste d’attesa?

«Il problema è oggettivo: se abbiamo un’organizzazione che è in grado di dare le prestazioni, ok; ma in alcuni settori, come la radiologia, se non riusciamo a dare una risposta bisogna ricorrere al privato».

Perché non si riesce a dare un appuntamento per un esame fuori zona, che sia Pisa, Lucca o Massa? Potrebbe essere una valvola di sfogo per gli esami che qui non si riescono a fare.

«Prometto che sarà così. È una cosa che è nei nostri programmi, ma come tutti i programmi richiede dei tempi tecnici di messa in pratica. La Regione sta mettendo a punto un nuovo Centro prenotazioni visite ed esami, che metterà in collegamento tutti i Cup. E che con un nuovo programma elettronico sarà in grado di individuare posti liberi e fornire gli appuntamenti».

È una delle cose che avrebbe dovuto fare da subito la superAsl. Perché la fusione a gennaio tra le vecchie aziende sanitarie territoriali non sta portando i servizi migliori promessi ai pazienti?

«Non credo ci si potesse aspettare un risultato immediato, né che si dovesse partire prima. Forse si poteva dire dall’inizio che c’era bisogno di tempo. La nuova organizzazione comportava comunque un anno per unire tutte le procedure, che erano diverse da Asl ad Asl. C’erano modelli differenti di organizzazione del lavoro, ancora oggi ci sono sistemi informatici e portali web interni ed esterni da omologare. Questi mesi sono serviti per far decollare il nuovo ente. Che ora ha tutte le caselle al suo posto. Dal 1º novembre si può dire che la nuova struttura dell’azienda è operativa. E comunque sull’assenza di miglioramenti strutturali e di risparmi non concordo: ci sono 75 dipendenti amministrativi in meno nell’intera Asl. Per quanto riguarda l’ospedale Versilia, invece, rispetto al settembre 2015 oggi ci sono otto medici, dodici infermieri e undici operatori sociosanitari in più».

I pediatri e ginecologi che dal Versilia vanno a lavorare altrove sono una scelta precisa?

«Sono la risposta a un’emergenza. L’obiettivo è reclutare il personale dove c’è bisogno».

Quale sanità si sta costruendo per il futuro?

«Meno sovrastrutture e cure nel posto migliore per il paziente».

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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