Il dolore
Ambulanze derubate mentre prestano soccorso
Vittime dei ladri la Croce Verde di Pietrasanta, la Misericordia di Marina di Pietrasanta, la Croce Verde di Viareggio e la Misericordia di Lido
VIAREGGIO. C’è qualcosa di più spregevole del derubare un’ambulanza mentre i volontari stanno prestando soccorso a una persona? Sicuramente sì, ma l’elenco delle possibilità non è lungo. Eppure è quello che è accaduto nelle ultime settimane a quattro diverse associazioni di volontariato che prestano servizio per il 118. E che sono state derubate di altrettanti smartphone che vengono usati per arrivare prima sul luogo dell’intervento.
I quattro furti sono avvenuti sia durante il soccorso che nella sede delle associazioni, dove si trovavano parcheggiate le ambulanze. Vittime dei ladri la Croce Verde di Pietrasanta, la Misericordia di Marina di Pietrasanta, la Croce Verde di Viareggio e la Misericordia di Lido, che è stata l’ultima associazione a subire il furto. Per tutti e quattro gli episodi è stata presentata denuncia alle forze dell’ordine: nessun sospetto in particolare, riferiscono dall’Asl, anche se dà da pensare il fatto che non si sia trattato di un caso singolo.
Al di là del disappunto e dell’amarezza per l’episodio, il disagio per il 118 non è da poco: gli smartphone - una ventina in tutto quelli a disposizione del sistema di soccorso versiliese - venivano utilizzati per velocizzare gli interventi sul territorio. I cellulari, infatti, erano dotati di un’applicazione che permetteva loro di essere sempre collegati con la centrale. Che così poteva guidare la squadra sul luogo dell’accaduto, sapendo sempre dove si trovava l’ambulanza (la cosiddetta geolocalizzazione). Squadra a cui venivano inviati in tempo reale i dati necessari.
Intendiamoci: questo non significa che il 118 arriverà più lentamente sugli incidenti per colpa di questi furti. Ma il problema c’è. Oltre al danno economico: gli smartphone sono stati donati all’Asl grazie a un progetto della Fondazione Cassa di risparmio di Lucca, ma anche considerando il valore minimo di mercato siamo ampiamente sopra i mille euro. Per non dire duemila.
Al momento il 118 ha provveduto ad arrangiarsi, con qualche apparecchio vecchio o utilizzato in altro modo. L’obiettivo è riacquistare gli smartphone, magari direttamente. Una cosa è sicura: i prossimi cellulari saranno scelti con cura, per evitare che possano essere appetibili da un punto di vista commerciale. Ma è difficile pensare che questo possa fermare qualcuno che ha talmente fegato da rischiare di farsi scoprire mentre deruba un’ambulanza.
- I MISERABILI CHE RUBANO NELLE AMBULANZE di Ilaria Bonuccelli
Batti un colpo, Versilia. Un colpo di cuore, un colpo d'ali. Vola alto, come sai fare. Allontanati dalle miserie di questi giorni: i furti di cellulari dalle ambulanze. I volontari soccorrono i feriti e qualche miserabile si frega gli smartphone dell'assistenza. Quasi da provare pena, se non ci fosse la rabbia. Avrai detto il colpo dell'anno. I soliti ignoti. No, i soliti idioti. E i soliti indifferenti. Non ci accorgiamo di nulla. Non ci accorgiamo più di nulla. Ma da quando siamo diventati così? In Versilia non lo siamo mai stati. Anarchici, rozzi. Anche ruvidi, perfino nelle gentilezze. Ma gente di cuore. Capaci di grandi slanci. Da noi hanno attecchito le società di mutuo soccorso: quella dei maestri d'ascia e calafati ha fatto grandi cose. Ha fatto aumentare salari e diminuire orari di lavori pesanti. Più di recente, senza andare a cento e oltre anni fa, il miracolo della protezione civile: la solidarietà, la capacità di reazione che trasforma la tragedia di un'alluvione in un modello. Sì il "modello Versilia" che cambia la protezione civile in Italia. Dov'è oggi questa Versilia? Dove sono queste persone capaci di infiammarsi e di indignarsi? Oggi vedo ladri di cellulari. E non mi dite che è per fame. Chi ha fame ruba il pane. Quello si perdona. Il furto di salute (e di speranza) no.
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