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«Il proibizionismo non porta legalità»

«Il proibizionismo non porta legalità»

VIAREGGIO. «Perché piazza Dante dovrebbe essere meglio del Principino abbandonato dall’amministrazione Del Ghingaro?» chiede Filippo Antonini, avvocato ed ex candidato a sindaco della sinistra...

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VIAREGGIO. «Perché piazza Dante dovrebbe essere meglio del Principino abbandonato dall’amministrazione Del Ghingaro?» chiede Filippo Antonini, avvocato ed ex candidato a sindaco della sinistra cittadina riunita sotto la sigla “Repubblica Viareggina”. «Non stiamo parlando di questo», lo blocca la senatrice del Pd, Manuela Granaiola. Nello scontro, inevitabile, interviene Xueyi Chen, la commerciante che l’assemblea ha promosso e organizzato: «Siccome questa cosa l’ho voluta io, niente politica».

Le questioni che Antonini pone, però, riguardano tutti: «La stazione fa schifo, non arrivano più treni, le biglietterie sono spesso chiuse. Non possiamo non vedere».

E Luna Caddeo aggiunge: «Continuiamo a ribadire, perché convinti, che repressione e coprifuoco in stile totalitario non siano una soluzione attuabile nei giorni nostri, in un paese che ambisce a definirsi civile e democratico. La legalità non può essere raggiunta con metodi proibizionisti ma soprattutto con la lotta al degrado, rilancio economico della città e riappropriazione degli spazi comuni per renderli fruibili e accessibili a tutti. La stazione e luoghi circostanti dovrebbero essere luoghi di incontro, di scambio e di apertura. Chiudere bar e attività commerciali alle 19,30 non è solamente controproducente ma è un assecondare e incentivare chi delinque ad avere campo libero per continuare a fare quello che gli pare». (d.f.)

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