Gioco
«Ehi, mi hai rotto il Rolex»: gli porta via duemila euro
Viareggio, pensionato vittima di una truffa al Marco Polo: avvicinato da una donna che simula un incidente, viene raggirato con una finta telefonata all’assicurazione
VIAREGGIO. La chiamano la truffa del Rolex, sta seminando vittime in tutta Italia, una - ieri l’altro - anche a Viareggio. È degna delle migliori gag di Totò e Nino Taranto. Inizia per strada, termina generalmente davanti a una banca. A rimanere imbrogliate sono perlopiù persone anziane. I malviventi impegnati nel raggiro sono almeno due: una donna, che agisce ben vestita, fare deciso e parlantina sciolta, e un complice, che risponde all’altro capo del telefono. Risultato: in pochi minuti la vittima si ritrova senza migliaia di euro.
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È successo, come detto, anche qui. Al quartiere Marco Polo, per la precisione. A denunciare la truffa è un pensionato, ottantenne, che con la sua macchina venerdì 28 si era fermato nella zona del Principe di Piemonte, poco dopo avere udito uno strano rumore provenire dall’esterno della vettura all’incrocio tra via Marco Polo e via Fratti. Appena parcheggiato, è stato avvicinato da una donna, di circa 50 anni, alta un metro e sessanta, corporatura normale e capelli scuri che lamentava il fatto di essere stata urtata dall’auto, mostrando al polso un Rolex del valore di 3.700 euro, col vetro semi rotto, e una macchia rossastra sulla pelle come se fosse una contusione. Mentre il pensionato cercava di capire cosa stesse succedendo, lei lo ha bersagliato di discorsi, chiedendo di essere risarcita e dicendo che a lui non sarebbe convenuto fare denuncia tramite assicurazione in quanto sarebbe intervenuta la polizia che avrebbe dovuto ritirargli la patente perché non si era fermato dopo l’urto.
A quel punto la donna ha preso dal parabrezza il tagliando dell’assicurazione e proposto di chiamare la compagnia per regolare subito la questione. «Non ho il numero di telefono dell’assicurazione» ha spiegato l’uomo. «Nessun problema - la risposta - ci penso io via internet». Pochi secondi e la donna dice di avere il recapito, dal suo telefono compone un numero e passa l’apparecchio al pensionato. Risponde una persona che dice di essere l’operatrice della compagnia indicata nel tagliando poco prima visionato dalla truffatrice e il gioco è fatto: «Dia pure alla signora un anticipo sulla cifra, poi corrisponderemo noi il resto, non ci saranno problemi per il rimborso».
La trappola si chiude poco dopo, nella banca dove si reca a prelevare duemila euro: le consegna i soldi, lei le rilascia una specie di ricevuta e sparisce. Solo quando raggiunge la sede dell’assicurazione capisce: nessuno dalla compagnia aveva ricevuto telefonate per lui, nessuno aveva parlato con lui, tantomeno poteva consigliargli di versare soldi a una sconosciuta per strada.
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