Il Tirreno

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Armato, semina paura: arrestato

di Donatella Francesconi
Armato, semina paura: arrestato

L’uomo ha sfregiato un connazionale con il quale aveva litigato. Aveva appena scontato 8 mesi di carcere

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VIAREGGIO. Il sostituto Procuratore Aldo Ingangi quando si è trovato sulla scrivania il rapporto dei carabinieri ed i precedenti dello straniero arrestato non ha avito esitazioni: destinazione carcere di San Giorgio. La vicenda ha inizio lunedì notte, nella stessa zona della Chiesina dei pescatori dove la polizia arresterà tre stranieri coinvolti in una rissa. Due episodi diversi, il secondo che finisce con l'arresto - ad opera dei carabinieri di Viareggio - di Tarek Ben Bouziz, cittadino tunisino, 36 anni, senza fissa dimora, nullafacente, noto alle forze di polizia, fresco di una condanna ad otto mesi scontata in carcere.

La lite scoppia in Darsena intorno alle 20,40 e finisce con il ferimento al volto e al gluteo di uno dei due contendenti, portato in Pronto soccorso e giudicato guaribile in trenta giorni a causa dello sfregio permanente causato dall'arma da taglio che gli ha provocato il distacco del padiglione auricolare sinistro. Settanta i punti in totale sul corpo del ferito, la maggior parte a suturare il volto sfregiato.

Le indagini dei carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Viareggio scattano immediatamente e nel giro di due giorni arrivano ad individuare con certezza l'autore dell'accoltellamento. Informato il sostituto Procuratore di turno, da Lucca viene emesso d'urgenza un provvedimento di cattura che dispone il fermo dello straniero per gravi indizi di colpevolezza.

Intanto, le ricerche continuano, a stingere il cerchio intorno all’aggressore. Lui si è allontanato dal centro città, dove gravita di solito. I carabinieri sospettano che a dargli rifugio sia la pineta di Levante che tutto nasconde. Le ricerche si concentrano nella frazione di Torre del Lago dove l'uomo viene scovato non distante da un negozio di alimentari dove era entrato per fare la spesa prima di tornare al nascondiglio. Una volta bloccato, per Ben Bouziz la destinazione è la caserma dei carabinieri. Dove, a perquisizione effettuata, salta fuori proprio il coltello «verosimilmente utilizzato per aggredire il connazionale», spiega una nota dell'Arma. L’aggressore viene dunque arrestato e terminate le formalità di rito, come disposto dal sostituto Procuratore Aldo Ingangi, da ieri mattina si trova in cella a San Giorgio, dove attende di essere interrogato.

L'uomo non è uno sconosciuto a Viareggio. Alla notizia del suo ennesimo arresto, c'è chi denuncia l'esperienza drammatica vissuta da una propria familiare: «Aggredita e minacciata col coltello di subire lo stesso trattamento del connazionale ferito, e salvata solo dall'intervento di alcune persone». Una vicenda traumatizzante - e non potrebbe essere diversamente - che ha portato la vittima perfino a cambiare casa per non poter più essere rintracciata. «Adesso è a San Giorgio... ma per quanto?», è la domanda della donna in relazione al destino dello straniero che risulta avere a proprio carico già due decreti di espulsione, uno della Questura di Lucca e uno di quella di Milano: «L'altra volta è stato in carcere 8 mesi in tutto... Stavolta?».

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