La protesta
Per Botero e Mitoraj il record di visitatori nel centro storico
Ecco i numeri delle rassegne artistiche organizzate in città E dal 12 novembre le sculture realizzate sui modelli di Dalì
PIETRASANTA. Botero, Mitoraj e poi gli altri. Già perché sono le mostre a firma dell’artista colombiano e del maestro polacco ad avere avuto più visitatori nell’ultimo lustro di rassegne in terra di Pietrasanta. Fra gli albori di luglio e settembre del 2012 all’interno del complesso Sant’Agostino, stando ai dati statistici forniti dagli addetti ai lavori, per vedere le opere di Fernando Botero transitarono 54.194 visitatori: come dire oltre 25 mila al mese. Un successone.
Di grande impatto anche l’esposizione di Mitoraj: 53.743 presenze sia pure spalmate su cinque mesi. Un podio, se così vogliamo definirlo, che vede al terzo posto le sculture di Helidon Xhixha, che ha visto il suo finissage nei giorni scorsi, registrando 47.160 visitatori fra giugno e ottobre.
Più distaccate, sempre alla voce presenze, le altre mostre: 32.417 per l’appuntamento del 2014 dedicato a Michelangelo, 9.608 per Homo Faber - giugno e luglio 2014 - e 36.477 visitatori per la rassegna del 2013 Italia-Francia. In cinque anni, solo per le mostre in Sant’Agostino, ci sono stati oltre 230mila visitatori: un dato che conferma Pietrasanta come riferimento artistico di caratura internazionale.
Cresce intanto l’attesa per la prossima mostra, quella monumentale dedicata a Salvador Dalì, in programma dal 12 novembre. Al proposito l’amministrazione comunale ha diffuso una nota per precisare che le sculture in mostra nel centro storico fanno parte della collezione di “The Dalí Universe”, assemblata da Beniamino Levi, un appassionato collezionista d’arte, esperto di Salvador Dalí e curatore di importanti mostre.
«La collezione - sottolinea il Comune - é una delle piú grandi e complete del suo genere e certamente la più rinomata: è stata, infatti, esposta in tutto il mondo in più di cento importanti musei internazionali, ottenendo il consenso della critica e del pubblico. Ciascuna delle esposizioni ha beneficiato del patrocinio di svariate entità governative e di ambasciate. Le sculture monumentali sono state esposte e continuano ad esserlo in luoghi pubblici nelle capitali europee come a Parigi a Place Vendome e a Londra sulla Queen’s walk. Queste opere di Salvador Dalí sono state presentate in località asiatiche come Singapore, Seul, Shanghai e Pechino. Fu Dalí stesso che suggerí a Levi la creazione e l’organizzazione di mostre dedicate al suo genio artistico e in particolare alla sua scultura».
Queste sculture di Salvador Dalí rappresentano le immagini iconografiche del grande maestro catalano in forma tridimensionale. Le sculture monumentali esposte sono state fuse in una fonderia artistica, sulla base di una maquette originale di Dalí. La maquette, o modello, puó essere bidimensionale (disegno o gouache), o tridimensionale (gesso, cera), e sulla base di questo modello gli artigiani in fonderia hanno creato la scultura in bronzo (va sottolineato anche il fatto che qualsiasi scultura in bronzo di qualsiasi artista difficilmente è prodotta dall’artista stesso, l’artista crea il modello e supervisiona la fusione/creazione, non avendo le capacità tecniche di un artigiano che lavora in una fonderia e che tratta bronzo fuso a temperature elevatissime).
«È Dalí stesso - si sottolinea nella nota dell’amministrazione comunale - che ha voluto la creazione di queste sculture in bronzo, stipulando dei contratti che ne legittimano la produzione in un’edizione limitata di dodici. Per il mercato dell’arte, quando una scultura è tirata su massimo dodici pezzi, è considerata originale. Il primo esemplare di ogni scultura è stato fuso quando Dalí era ancora in vita. Inoltre, ogni scultura è autentificata ed è quindi accompagnata da un certificato di autenticità di Robert o Nicholas Descharnes, i maggiori esperti a livello mondiale dell’opera di Salvador Dalí e autori dei cataloghi ragionati, o dagli editori delle stesse».
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