Il Tirreno

Versilia

Infiltrazioni in porto Il caso in consiglio regionale

di Donatella Francesconi
Infiltrazioni in porto Il caso in consiglio regionale

L’assessore Ceccarelli ha risposto all’interrogazione dei Cinque stelle «Sono in corso i controlli, le visure, le verifiche della certificazione antimafia»

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VIAREGGIO. «Nei confronti della società Mgl Yachting Service Srl sono attualmente in corso i controlli, le visure e le verifiche del possesso della certificazione antimafia» risponde l'assessore Vincenzo Ceccarelli in consiglio regionale affrontando l'interrogazione dei consiglieri del Movimento Cinque stelle Enrico Cantone e Gabriele Bianchi. In realtà, nella nota diffusa il 15 ottobre scorso, il segretario dell'Autorità portuale regionale, Fabrizio Morelli scrive: «Questa Autorità non ha ancora provveduto a richiedere la certificazione antimafia alla Prefettura». Per arrivare a questo punto, infatti - è ancora Morelli a parlare - «è necessario che la società richiedente produca un business plan in relazione all'importo dell'investimento, da redigere secondo il prezzario regionale. Niente di tutto questo è finora pervenuto a questa Autorità, che ha quindi provveduto a chiedere alla Mgl, nel giugno scorso, la redazione e l'invio del business plan, primo atto necessario al completamento dell'istruttoria». Va da se' - aggiunge Morelli - che adesso, anche in seguito alle segnalazioni ricevute e fino a pochi giorni fa mai pervenute sulla composizione societaria della Mgl, questa Autorità procederà d'ufficio a richiedere anticipatamente alla Prefettura la certificazione antimafia».

Insomma, l’interrogazione dei senatori Cinque stelle capitanati da Michele Giarrusso completata dalla richiesta di audizione in commissione antimafia di chi ha indagato su porto e Comune di Viareggio (Procura e carabinieri) ha dato - sembra di capire - la scossa ad un pratica di rilascio concessione che era di fatto ferma da un anno, essendo il Comitato portuale che ha dato il via all’iter del 12 ottobre 2015. Pochi giorni prima, il 7 ottobre, il “Tirreno” aveva reso noto che nelle carte dei carabinieri del Nucleo investigativo di Lucca si parlava della Mgl Yachting Service come società «riconducibile a Giovanni De Maria ed Ettore Cammarata, soggetti gravati da pregiudizi penali per associazione a delinquere di tipo mafioso», ed altri reati, oltre che «risultanti appartenenti al clan dei Cursoti di “Cosa Nostra”».

Il Comitato portuale - ha tenuto a ricordare l’assessore Ceccarelli ieri in consiglio regionale - «con la deliberazione 23 del 12 ottobre 2016 ha inteso approvare le risultanze dell’istruttoria conclusiva della procedura comparativa a favore della Mgl in linea esclusivamente tecnica, in quanto questa proposta garantiva la più proficua utilizzazione con un rilevante interesse pubblico».

La risposta all’interrogazione tiene a sottolineare, come già fatto da Regione ed Autorità portuale che «sulla proposta progettuale di recupero dell’area ad uso cantiere e uffici si erano preventivamente espresse favorevolmente sia l’Agenzia del demanio sia la Capitaneria di porto di Viareggio come si evince dalla relazione istruttoria».

Inevitabile il quesito per il comandante Davide Oddone, avendo la Capitaneria anche compiti di Autorità marittima di polizia: la Capitaneria sapeva, nell’ottobre 2015, quanto è a carico di Cammarata e De Maria? «Quando mi sono seduto in quel Comitato portuale - è la risposta - non sapevo che la società Mgl facesse riferimento a queste persone. Il che non significa non essere a conoscenza di infiltrazioni malavitose in porto a Viareggio. Se le cose stanno realmente come emerge quella concessione non sarà rilasciata».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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