Il Tirreno

Versilia

Assunzioni in Gaia Si scatena la bufera

di Cesare Bonifazi
Assunzioni in Gaia Si scatena la bufera

Parte da Massa la protesta sul bando che offre 14 posti a tempo indeterminato all’interno della società

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VIAREGGIO. Gaia ancora nell’occhio del ciclone. La società che gestisce il servizio idrico in oltre 40 comuni toscani (Versilia inclusa) annuncia 14 nuovi contratti, per lo più a tempo indeterminato e il bando non va sicuramente deserto: in migliaia si precipitano a fare domanda. Quasi quattromila disoccupati alla ricerca del posto fisso, quello che ti sistema per la vita. 3.767 per l’esattezza.

Ma non sarebbe tutto oro quello che luccica e ne parte una bagarre che travolge il gestore. A sollevare dubbi sulla validità del concorso è partito un consigliere comunale di Massa eletto nelle fila di Forza Italia, Stefano Benedetti. Secondo Benedetti il concorso non sarebbe conforme alle normative europee. Risultato? Il consigliere ha preso “carta e calamaio” e ha presentato un esposto al sindaco di Massa, al prefetto, alla corte dei Conti e in procura.

Il tema spinoso sarebbe legato al fatto che i parametri per partecipare al concorso farebbero pensare che i vincitori sarebbero già certi: si tratterebbe di stabilizzazioni di persone già nell’orbita di Gaia. In pratica: chi ha già un contratto di lavoro col gestore avrebbe una corsia preferenziale.

Il consigliere si era spinto fino a ipotizzare un “Occupy Gaia”: occupare le sedi della società e passare definitivamente alla gestione popolare.

Ma le accuse di Benedetti sono state più volte rispedite al mittente: Gaia infatti smentisce categoricamente che la selezione sia finalizzata alla stabilizzazione di soggetti già individuati.

«Il concorso sarà articolato - spiega il gestore idrico in una nota - in tre fasi: preselezione, prova scritta e prova orale. Per la prima fase, nel bando sono equiparati il superamento della prova attitudinale (la preselezione) e il possesso di tecnica ed esperienza specifica nel settore. Questo, ai soli fini della preselezione, è ragionevole, in quanto soggetti che hanno già operato nel settore dei servizi pubblici per almeno due anni, come previsto nel bando, hanno maturato esperienza tecnica e acquisito requisiti attitudinali certamente equiparati, se non superiori, al superamento della prova preselettiva».

Sarebbero quindi infondate le accuse sulla selezione: il bando assegnerebbe al requisito dell’esperienza maturata nei settori specifici un massimo di 12 punti su 100. Un punteggio che la società considera basso rispetto ai 40 della prova scritta, i 40 della prova orale, 8 dalla partecipazione a corsi di informatica.

«È evidente quindi - conclude Gaia nella nota - che i vincitori usciranno dal superamento delle prove di selezione e dalla valutazione dei titoli (esperienza e capacità informatiche) senza alcuna predeterminazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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