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«A caccia di nuovi scrittori nel nome di Mario Tobino»
VIAREGGIO. Laura Bosio, Leonardo Gori, Giulio Leoni e Marco Vichi. Questi i nomi di fama nazionale e internazionale che la Fondazione Tobino schiererà nella sua neonata scuola di narrazione Mario...
VIAREGGIO. Laura Bosio, Leonardo Gori, Giulio Leoni e Marco Vichi. Questi i nomi di fama nazionale e internazionale che la Fondazione Tobino schiererà nella sua neonata scuola di narrazione Mario Tobino, che partirà il 14 gennaio prossimo nell'ex ospedale psichiatrico di Maggiano dove il medico-scrittore viareggino ha trascorso gran parte dei suoi anni. A coordinarla un altro scrittore viareggino, Divier Nelli, da qualche anno residente a Firenze.
Divier, ci racconta qualcosa di più su questo nuovo progetto.
«L'idea, su cui mi sono confrontato a lungo con Marco Natalizi, direttore della Fondazione Tobino, è quella di creare un punto di riferimento stabile in Lucchesia e Versilia per quanto riguarda la scrittura creativa, la promozione di eventi e gli incontri a essa collegati. Un luogo dove gli aspiranti scrittori possano confrontarsi con grandi autori, editor e professionisti del mondo editoriale».
Quindi si tratta di una scuola a tutta gli effetti?
«Sì. Nel 2017, da gennaio a giugno, partirà il semestre dedicato interamente al racconto della durata di quaranta ore, suddiviso in dieci incontri che si terranno il secondo e l'ultimo sabato pomeriggio di ogni mese. E dal 2018 lo affiancherà il corso sul romanzo, con l'aggiunta di docenti di altissimo livello. L'offerta verrà aumentata di anno in anno».
Cosa bisogna fare per poterla frequentare?
«I posti disponibili sono soltanto dodici. Per essere ammessi occorre superare una prova scritta che consiste nell'invio di un testo di narrativa di 6000 battute spazi inclusi, entro il 5 dicembre alla Fondazione Mario Tobino. La commissione da me presieduta valuterà il materiale ricevuto. In caso di superamento della prova ci sarà un colloquio orale e, se passato anche questo, il candidato potrà iscriversi al corso. Bando, domanda di partecipazione alla selezione, calendario delle lezioni e informazioni più dettagliate si possono scaricare dalla pagina della scuola sul sito web della Fondazione».
Una cosa molto selettiva, quindi.
«Esatto. Vogliamo offrire un programma di alta qualità. I docenti affronteranno argomenti specifici relativi al racconto. I partecipanti si misureranno sul posto con prove scritte di vario genere e altre da svolgere a casa. Ecco anche il motivo dei pochi posti disponibili. Altrimenti sarebbe molto difficile riuscire a seguire gli iscritti nel modo che abbiamo in mente».
Come ha scelto i docenti?
«Oltre a essere tutti autori affermati in Italia e all'estero, sono anche insegnanti di scrittura creativa, dirigono o hanno diretto collane, sono editor in grandi gruppi. Possono perciò offrire una visione a 360 gradi non solo del mestiere di scrivere, ma anche del funzionamento della macchina editoriale spesso sconosciuto a molti. Nella scuola di narrazione ci sarà spazio per tutto questo e non solo. Vogliamo insegnare a narrare, a raccontare storie, e ci auguriamo di scoprire dei nuovi talenti».
Cla.Ve.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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