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I balneari pronti a comprarsi i parcheggi

I balneari pronti a comprarsi i parcheggi

Ma sulla decisione della giunta è bagarre politica. Pd e Movimento 5 Stelle promettono battaglia

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MARINA DI PIETRASANTA. Da una parte i balneari che plaudono soddisfatti al via libera della giunta alla vendita dei parcheggi degli stabilimenti balneari, dall’altra il Pd - ma anche il Movimento 5 stelle e molti cittadini promettono battaglia - che si scaglia contro il provvedimento. L’asta che, dopo la recente delibera di giunta, mette sul mercato 68500 metri quadrati di parcheggi sul litorale antistanti i bagni, come prevedibile, divide e fa discutere.

«È una scelta di buon senso che la categoria dei balneari, nella sua quasi totalità come emerso da una recente assemblea, appoggia e condivide - fa sapere il presidente del Consorzio balneari di Marina di Pietrasanta, Francesco Verona - La possibilità di acquistare i parcheggi dei bagni ci rende ancora più tranquilli in ottica Bolkestein perché per chi compra un bagno l'utilizzo dell'area di sosta antistante è prioritaria». In poche parole grazie a questa operazione abbiamo più garanzie per il futuro. «Se tutti i balneari sono d'accordo? A parte una sparuta minoranza che sta riflettendo - rimarca Verona - come ho detto i concessionari (un centinaio) sono pronti ad acquistare il bene o ancora ad esercitare un eventuale diritto di prelazione. Del resto parliamo di un esborso per bagno rapportabile, se come riteniamo saranno fatti dei prestiti bancari con rate annuali, a quanto spendiamo sempre ogni anno per i canoni di concessione. In poche parole un'ottima notizia, questa vendita, non solo per la nostra categoria, ma anche per tutta la realtà turistica».

Tesi, quella di Verona, rigettata dal Pd che attacca Mallegni&co. «È una cosa folle e qualcuno ha fatto i conti senza l’oste, al contrario questa proposta creerà in ottica Bolkestein ulteriori problemi e incertezze. Senza considerare che la vendita - scrive il capogruppo Rossano Forassiepi - priverebbe la comunità per sempre di un’area vasta e strategica che ha la piena vocazione pubblica. Credo che sia l’unico caso in Italia, o quasi, in cui un Comune venda l’intera area che collega il viale litoraneo alla spiaggia. La spiaggia è di tutti e tutti debbono e possono accedervi senza chiedere il permesso a nessuno. Oltre a tutto questo - continua Forassiepi - si innescano meccanismi legali procedurali densi di incognite fra possibili ricorsi e contro-ricorsi. Ma immaginate se un parcheggio di uno stabilimento balneare viene acquistato da un soggetto diverso dal concessionario. Qualcuno potrebbe intravedere un grande investimento e un grande business: acquistare blocchi di parcheggi per poi garantirsi una rendita certa e duratura dall’affitto proprio ai concessionari dei bagni che se vorranno continuare a avere una clientela dovranno necessariamente avere in uso gli stessi parcheggi. A quale prezzo?». Sul caso non poche le perplessità del Movimento 5 Stelle. «Difficile capire il motivo che può spingere una buona amministrazione a fare un passo del genere, ma tra ipotesi più o meno probabili risulta chiaro che il proseguire su questa strada rappresenterebbe una perdita.Non condividendo assolutamente questa scelta. Invitiamo tutti, dalle associazioni ai gruppi politici, dalle categorie ai comitati ad attivarsi per organizzare una raccolta firme congiunta, senza simboli o bandiere, con l'unico scopo di manifestare la nostra contrarietà alla vendita di un bene pubblico». (l.b.)

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