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Uccisero una pensionata a Forte dei Marmi, ottengono la riduzione della pena
Madalin Paun passa da 20 a 16 anni di carcere, Marcel Raducan da 17 a 12
FORTE. Condanna confermata, ma pena ridotta. Anche per i giudici della Corte d’Assise d’Appello Madalin Paun, 21 anni, e Marcel Raducan, 34, sono responsabili della rapina conclusasi con l’omicidio di Luana Mariani, 77 anni. Un episodio che insanguinò l’aprile del 2014 a Forte. Ma la sentenza diventa più mite rispetto al verdetto di primo grado. La condanna per Paun passa da 20 a 16 anni, quella per Raducan da 17 a 12. «I giudici hanno concesso le attenuanti - spiegano gli avvocati Claudia Buratti e Filippo Tacchi, che rappresentano i familiari della vittima - vedremo le motivazioni tra novanta giorni». Sia Paun che Raducan restano in carcere, rispettivamente a Sollicciano e a Pisa.
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Il delitto avviene il 4 aprile, intorno alle 14, in via Viner. La mattina, tra l’altro, la polizia ha sgomberato il campo Rom di Querceta, dove i componenti della banda risiedono. In via Viner arrivano in tre in bici: Madalin Paun, Marcel Raducan e un quindicenne che chiamano il “Grosso”. Mentre Raducan sta fuori di guardia, gli altri due entrano da una porta a vetri che dà sul giardino, che è aperta. Ed è lì che Luana li vede. E comincia a gridare. Paun le dà un pugno, la butta per terra, la lega e le infila un fazzoletto in bocca.
Inizia la razzia: prendono anelli, braccialetti e 200 euro in contanti; sfilano anche i gioielli che la donna ha indosso. I banditi poi fuggono perché suor Luigina Foresti, amica della vittima e scomparsa di recente, suona alla porta. Luana, nel frattempo, muore soffocata dal foulard che le era stato messo in bocca dai banditi. Per questa vicenda - oltre a Paun e Marcel Raducan che sono stati giudicati con rito abbreviato - è stata condannata a diciotto anni di carcere Dana Raducan (moglie di Marcel), 25 anni, considerata la mente dell’operazione. Dana oggi si trova a Pietrasanta con la restrizione dell’obbligo di firma. A processo, per favoreggiamento, ci sono anche il pensionato Claudio Questa e un’altra romena, Mioara Otet. Il minorenne coinvolto, infine, si trova recluso in una comunità di Firenze.
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