Gioco
L’ira del personale Asl per il caso angiografo
I sindacati: al “Versilia” c’è tutto per farlo funzionare «Ma è la direzione che non ha mai dato l’input»
VIAREGGIO. I sindacati vanno all’attacco dell’Asl sulla questione dell’angiografo, pagato oltre un milione di euro e mai usato all’ospedale Versilia. Un vero e proprio fuoco di fila tra chi, come la Uil, ritiene che quei soldi potevano essere usati per acquistare altri macchinari (Tac o risonanze) e chi, come il sindacato Fsi, chiede che ora venga utilizzato a pieno regime. Anche a scopo cardiologico.
«Già tre anni fa - affermano il segretario provinciale Uil Pietro Casciani e i segretari aziendali Claudio Velia e Fausto Delli - la Uil Fpl aziendale ribadì che forse per i numeri sarebbe stato meglio investire questi fondi in altri apparecchi, ad esempio Tac per il pronto soccorso oppure una nuova risonanza magnetica, a sostegno dell’attuale per poter abbattere le liste di attesa. Ma fu deciso diversamente. Anche se la direttrice generale dell’Asl, Maria Teresa De Lauretis, con correttezza intellettuale dice al Tirreno che forse lei questo apparecchio non lo avrebbe preso per il Versilia ma per altre zone».
«Come Uil - proseguono i rappresentanti sindacali - ci preme chiarire ai cittadini che i tecnici sanitari di radiologia medica sono formati per operare su qualsiasi apparecchio anche di nuova generazione, in considerazione del fatto che ogni apparecchio, quando viene acquistato, ha il suo tutor. Che rimane sul campo per un tempo adeguato alla funzionalità del servizio. I tecnici di radiologia per il funzionamento dell’angiografo sono stati individuati da tempo e comunicati all'azienda: stiamo aspettando il training applicativo. Una questione importante come questa andava affrontata con tempi adeguati, non si può improvvisare».
Duro anche l’intervento della Fsi. «L’angiografo - si legge in una nota di Daniele Soddu e Franco Domenici - fu acquistato e voluto dalla precedente direzione, e destinato anche alla cardiologia. Come dimostrato dal contemporaneo acquisto di un poligrafo, che serve solo per uso cardiologico. Tutto questo affinché i nostri cardiologi potessero effettuare le coronografie e l’angioplastica senza inviare i nostri pazienti all’Opa di Massa. Lo stesso permette di intervenire anche nei casi di urgenza, e purtroppo ad oggi giace inutilizzato nelle stanze della radiologia. Il sindacato ricorda che la decisione dell’acquisto, che faceva parte del pacchetto ristrutturazione del pronto soccorso, non passò neppure dal consiglio dei sanitari per il parere necessario come sarebbe dovuto avvenire. Per l’angiografo, ora, l’Fsi pretende che l’attuale direzione (che rappresenta la continuità della precedente) mantenga le promesse fatte e restituisca ai cittadini della Versilia un servizio indispensabile, necessario per la loro salute. Fsi richiama a un incontro, da tenersi in breve tempo, i sindaci della Versilia, che solo sotto le elezioni sembrano rioccuparsi della sanità, perché si facciano garanti con fatti concreti di questo servizio. Ribadiamo inoltre che al Versilia i medici preparati, cardiologi compresi, ed il numero dei pazienti bisognosi del servizio ci sono, ed è una vergogna che un apparecchio nuovo e moderno venga lasciato inutilizzato. E si continui al contrario a spostare pazienti dovendo affrontare i costi dei trasferimenti, per i quali il sindacato chiede che vengano resi pubblici alla cittadinanza. Ci chiediamo inoltre: se i medici e gli infermieri preparati ci sono, il numero di pazienti è consono all’uso di questa tecnologia , come mai questo apparecchio fino ad oggi non e' stato utilizzato? Chi è il dirigente responsabile dell’apparecchio e della sua gestione? Come mai la direzione di presidio è stata latitante in tutti questi mesi ?».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
