Italia
Caso porto, richiesta di audizione
I Cinque stelle: sia ascoltato in commissione antimafia chi ha indagato a Viareggio
VIAREGGIO. Infiltrazione della criminalità organizzata in porto a Viareggio all’attenzione della commissione antimafia presieduta da Rosy Bindi. Alla quale i senatori del Movimento Cinque stesse Michele Mario Giarrusso, Luigi Gaetti (che della stessa commissione è vice presidente) ed Elisa Bulgarelli chiedono di convocare ed ascoltare: il Procuratore della Repubblica a Lucca, Pietro Suchan; il Prefetto di Lucca, Giovanna Cagliostro; il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi; il commissario prefettizio del Comune di Viareggio, Fabrizio Stelo; l’oggi ex sostituto Procuratore a Lucca, Fabio Origlio, che ha scavato nelle pubbliche amministrazioni lucchesi e versiliesi; il maresciallo capo in forza al Nucleo investigativo dei carabinieri di Lucca, Piergiuseppe Tocci, che ha condotto le indagini che hanno avuto come esito l’arresto dell’allora nostromo del porto e la luce finalmente accesa sul sistema corruttivo diffuso, indagini estese poi ad escavo, settore lavori pubblici del Municipio ed altro; Gloria Puccetti, già vice sindaco del Comune di Viareggio ed oggi ex consigliere comunale nell’era dell’amministrazione Del Ghingaro; la giornalista del “Tirreno” Donatella Francesconi.
Uno sguardo lungo, quello che i senatori Cinque stelle hanno gettato sul porto viareggino. Sollevando la questione della concessione demaniale marittima richiesta dalla Mgl Yachting Service per la cui concessione il Comitato portuale ha dato il via libera, fatti salvi gli obblighi di legge delle verifiche sulla certificazione delle aziende richiedenti, antimafia compresa. Un anno dopo l’iter amministrativo non è terminato, i richiedenti - è lo stesso segretario dell’Autorità portuale regionale, Fabrizio Morelli, a dichiararlo - non hanno depositato neppure il business plan, chi si era fatto avanti con la domanda in concorrenza (sono i vicini di concessione) non sembra aver protestato, e la concessione edilizia data dal Comune nel 2008 ha per effetto la foto che mostriamo. Il tutto “condito” da quanto hanno messo in evidenza proprio dalle indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo: le socie al 50% della Mgl Yachting Service risultano sposate con esponenti del clan Cursoti (Cosa Nostra) che in porto operano da tempo sapendo conquistarsi spazi e considerazione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
