Il Tirreno

Versilia

Mercato ittico chiuso dall’azienda sanitaria

di Donatella Francesconi
Mercato ittico chiuso dall’azienda sanitaria

Inadatto all’attività per le gravi carenze strutturali ed igieniche

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VIAREGGIO. Alla fine si contano, come si dice, i gambi. Mercato ittico chiuso da ieri mattina e alzi la mani che può dire che non sapeva come sarebbe finita. Ora si riparte dal provvedimento dell’Azienda sanitaria che famale a tutta la marineria viareggina, arrivando alla vigilia della ripresa dell’attività dopo il periodo di fermo pesca: “Chiusura temporanea/sospensione dell’attività per gravi carenze igieniche”. Perché «le carenze strutturali, manutentive e gestionali e dei prerequisiti igienici segnalate, coniugate con le non conformità rilevate nel tempo denotano una cronaca incapacità di gestione dell’attività alimentare nel suo complesso». Gestione che compete al Comune, interventi di manutenzione compresi con annesso buon funzionamento dei macchinari acquistati con i fondi della Comunità europea e mai entrati in funzione. Tanto che su questa parte di vicenda c’è un fascicolo aperto dalla Corte dei Conti che chiama in causa tutti i dirigenti che si sono succeduti al settore “mercati” del Comune fino ad oggi.

La nota della Asl è pesante ma racconta la verità: «La gravità delle non conformità è tale da pregiudicare la sicurezza degli alimenti» e «lo stabilimento non corrisponde ai criteri gestionali o strutturali prescritti dalle norme comunitarie generali o specifiche e quindi non può essere mantenuto nelle liste italiane degli stabilimenti con riconoscimento CE rilasciato dal ministero della sanità».

Il provvedimento prevede anche «l’avvio del procedimento sanzionatorio per non avere ottemperato alla prescrizioni impartite». Quella del 5 agosto 2016, destinata all’amministrazione del commissario prefettizio, Nella quale la Asl segnalava che: il fabbricatore di ghiaccio non era funzionante, nè era stato riparato; la quantità di ghiaccio messa a disposizione, considerate le temperature all’interno della struttura durante le operazioni di asta (16-18) non era sufficiente; le celle frigorifere numero 1 e numero 2 non erano funzionanti. In una delle due celle, tra l’altro, sono ammucchiati i pannelli solari mai installati.

Ma quella di agosto non era certo la prima segnalazione che il Comune riceveva dall’Azienda sanitaria. Anche perché la macchina del ghiaccio, in realtà, non ha funzionato che per brevi periodi, con continue riparazioni a carico dell’Ente pubblico che ha poi scelto di lasciarla “morire” spendendo per l’acquisto del ghiaccio dai produttori dello stesso. Già il 19 giugno 2015, nei giorni dell’insediamento in Municipio dell’amministrazione Del Ghingaro, veniva segnalato che «il fabbricatore di ghiaccio non è funzionante». Il 28 gennaio 2016 era di nuovo la Asl a scrivere al Comune, rilevando che non si era provveduto alla riparazione del fabbricatore del ghiaccio e che da giorni non era a disposizione il ghiaccio per garantire il rispetto delle temperature di conservazione dei prodotti freschi della pesca, introdotti nel mercato. A quel punto al Comune veniva intimato di adeguarsi immediatamente alle prescrizioni Asl. Il 5 agosto, però, a controllo sul posto della riparazione della macchina del ghiaccio non c’era traccia. E da marzo a maggio i controlli effettuati hanno messo in evidenza altri elementi: «Locali non sufficientemente puliti, presenza di mozziconi di sigarette. Nell’ingresso, al lato destro del portone sono presenti feci-escrementi». Da qui la «prescrizione immediata di asportazione escrementi e pulizia straordinaria immediata delle superfici e di tutte le attrezzature». Prima di arrivare ad agosto vi fu l’incontro del 2 maggio scorso tra Comune e Asl: «Si ribadiva - si legge nel provvedimento di chiusura di ieri - l’obbligo di risolvere rapidamente le criticità non risolte o che dopo risoluzione si sono ripresentate (in particolare le celle frigorifere non funzionanti ed il ghiaccio di distribuzione giornaliera in quantità insufficiente».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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