Gioco
Nessuno all'ospedale sa usare macchinario costato un milione
Inutilizzato da mesi l'angiografo acquistato dall'Asl Versilia
VIAREGGIO. Doveva essere il fiore all’occhiello del nuovo pronto soccorso del “Versilia”. Tanto che, dei circa tre milioni di euro spesi nel 2015 per ristrutturare completamente la prima linea dell’ospedale, più di un milione era stato destinato ad acquistare ed installare un angiografo di ultima generazione. Un macchinario costoso e complesso, che può essere usato solo da radiologi e cardiologi che abbiano seguito una formazione specifica. E che se ne servono per scandagliare i vasi sanguigni: ad esempio per vedere se ci sono embolie o occlusioni delle arterie. Su cui poi intervenire con l’angioplastica.
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Da cinque mesi, però, l’angiografo giace inutilizzato all’interno di una saletta della radiologia del “Versilia”. A dispetto delle dichiarazioni dell’estate scorsa di Asl e Regione. Che, inaugurando il nuovo pronto soccorso uscito dal restyling, avevano detto che l’apparecchio - ordinato a maggio - sarebbe entrato in funzione a settembre. In realtà è arrivato molti mesi dopo: secondo quanto riferisce la direttrice generale dell’Asl Maria Teresa De Lauretis, l’angiografo è stato installato e collaudato nel giugno scorso. E soprattutto non è mai stato usato una volta sui pazienti.
Come detto, servono medici che siano abilitati, e al “Versilia” l’unico è il primario di radiologia, il dottor Claudio Vignali. Già in difficoltà per tenere le fila del reparto e delle liste d’attesa per gli esami radiologici. Perciò i pazienti versiliesi, per quanto riguarda le angioplastiche e altre patologie di tipo cardiovascolare, continuano a fare riferimento alle strutture cliniche dell’Opa di Massa. Dove vengono inviati.
L’angiografo, insomma, non è mai entrato in funzione. Ma costa un sacco lo stesso: detto del milione di euro speso per comprarlo, la manutenzione annuale pesa per 150.000 euro sul bilancio dell’Asl. Uno scandalo, dice chi lavora in ospedale. Perché di questi soldi si poteva fare un uso migliore. Si poteva assumere personale, ad esempio, visto che il pronto soccorso è da sempre in difficoltà. Anche se nessuno lo dice ufficialmente: si sa che questo è un nervo scoperto.
«Il problema c’è - afferma la dg dell’Asl nordovest De Lauretis - L’angiografo fu comprato al di fuori della programmazione di area vasta, con un investimento importante sia per l’acquisto che per l’installazione. Senza dimenticare la manutenzione». La De Lauretis non lo dice apertamente, ma fa capire che - secondo lei - tutto nasce da una scelta discutibile. «Servono dei numeri di riferimento, ad esempio le angioplastiche eseguite, prima di fare questo tipo di investimenti. E il “Versilia” i numeri non li aveva. Io, se avessi dovuto scegliere, avrei comprato l’angiografo per l’ospedale di Livorno, dove c’è un macchinario vecchio di dieci anni».
Ora che succede? Il personale del “Versilia” teme che l’apparecchio possa essere spostato. Magari a Massa, che assieme a Livorno resta sede privilegiata all’interno dell’Asl per questo tipo di specialistica. Ma la direttrice generale non è di quest’idea. «Dovessimo spostare l’angiografo in un altro ospedale - spiega - spenderemmo altri soldi, tra l’altro sprecando quelli già usati per ristrutturare la sala del “Versilia” che lo ospita. Cosa accadrà lo deciderà il dipartimento aziendale di radiologia, ma penso che il macchinario dovrebbe rimanere lì. Ed entrare in funzione quanto prima». Già, ma quando? La dg non fornisce tempistiche. Una cosa è sicura: servirà il personale adeguato e formato all’occorrenza. E questo l’Asl sembra disposta a concederlo al “Versilia”. Solo così si potrà rimediare al pasticcio.
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