Toscana
Si sblocca la lotta all’inquinamento
Via alla gara per gli impianti che spargeranno l’acido peracetico Partecipano dieci aziende da tutta Italia, a novembre la vincitrice
CAMAIORE. Dire che siamo di fronte a una svolta è un rischio. Dopo più di due anni di attesa per capire quando finirà l’emergenza del mare inquinato, un’affermazione del genere vorrebbe dire esporsi all’insulto reso celebre dal generale napoleonico Cambronne, quando a Waterloo i vincitori intimarono ai francesi di arrendersi definitivamente. Ricevendo per risposta il francesissimo “Merde”. E tra l’altro siamo in tema, perché è di fermare gli escrementi che arrivano sul litorale - causando i divieti di balneazione in piena estate - che stiamo parlando.
La notizia, però, c’è ed è importante: è ufficialmente partita la gara per realizzare gli impianti che spargeranno l’acido peracetico nei tre corsi d’acqua più inquinati della Versilia (Fossa dell’Abate, Motrone e Fiumetto) per disinfettarli, ed impedire così che i liquami arrivino ai turisti che fanno il bagno. Non si tratta di un vero e proprio bando, perché è una procedura d’urgenza - grottesco, dopo 779 giorni di attesa - e quindi le aziende vengono invitate a partecipare dall’amministrazione pubblica committente. In questo caso i Comuni di Camaiore e Pietrasanta, che stanno gestendo il tutto. Con estrema lentezza, va detto.
Comunque la burocrazia, che il sindaco Alessandro Del Dotto e il collega Massimo Mallegni dicono di combattere tutti i giorni, sembra essersi sbloccata. Ci sono stati inghippi di vario genere: documentazioni che non arrivavano dagli enti interessati, come le relazioni tecniche chieste a vigili del fuoco e università di Pisa. Un progetto esecutivo che è stato elaborato in tempi lunghi. E poi la difficoltà nel trovare le aziende che potessero costruire i tre impianti desiderati: anche in questo caso ci sono volute settimane per trovarne una decina, come vuole la buona regola. Ora le imprese, provenienti da tutta Italia, dovranno presentare le proprie offerte. Il 3 novembre verrà decisa l’impresa vincitrice. Che inizierà i lavori. Quando? Difficile dirlo, sarà l’azienda stessa a mettere nero su bianco il cosiddetto cronoprogramma dei lavori. Ma se quanto affermato tempo dal sindaco Del Dotto è valido, sarà difficile presentarsi alla primavera del 2017 senza avere installato l’impianto. Sarebbe un nuovo record, l’ennesimo di questo progetto da un milione e ottocentomila euro, gestito male da un punto di vista tecnico. Nonostante le amministrazioni avessero dedicato al progetto anti-inquinamento funzionari che non dovevano avere altri compiti. Ma anche ai cittadini e agli imprenditori turistici la politica, e cioè le amministrazioni comunali di Camaiore e Pietrasanta, potevano parlare con maggior chiarezza. Prendendosi le pernacchie una volta sola, invece che in tutte le occasioni in cui erano costrette ad annunciare l’ennesimo rinvio.
Fatto sta che adesso dovremmo esserci. Sia chiaro: la costruzione degli impianti del peracetico è solo una parte di un piano più grande, per cui la Regione aveva messo sul piatto 40 milioni di euro. E che sconta ulteriori ritardi: la società idrica Gaia, che dovrebbe completare la rete fognaria in Versilia - riducendo così gli scarichi di liquami nei corsi d’acqua - è in difficoltà di bilancio, e fa fatica a far partire e portare a termine tutti i cantieri necessari. Pochi giorni fa si spiegava che il termine del 2017 per la realizzazione delle fogne, indicato nell’accordo di programma di due anni fa, è slittato al 2019. Ma potrebbe essere solo l’ennesimo rinvio. Una sola cosa è sicura in questa faccenda: l’amministrazione pubblica ha ancora tempo per potersi dimostrare meno lenta e inefficiente di quanto non lo sia stata finora.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
