Toscana
Mafia in porto, parla Morelli: «Farò un passo con la Prefettura»
Il segretario dell’Authority chiederà il certificato antimafia della Mgl Yachting Service alla luce dell’interrogazione presentata in questi giorni dai senatori del Movimento Cinque stelle
VIAREGGIO. Mafia in porto, dopo l’interrogazione dei senatori Cinque stelle capitanati da Michele Giarrusso, parla Fabrizio Morelli, segretario della Autorità portuale che esprime quel Comitato portuale dal quale, un anno fa, è uscito il via libera al rilascio di un concessione demaniale marittima per trent’anni alla Mgl Yachting Service. Una società le cui titolari al 50% risultano - dalle informative dei carabinieri dei Nucleo investigativo di Lucca - sposate con esponenti della malavita organizzata, con legami al clan dei Cursoti, ritenuto uno dei più violenti della mafia catanese. Come messo in evidenza nel corso della conferenza stampa del Movimento Cinque stelle a Senato, giovedì scorso.
«Anche in seguito alle segnalazioni ricevute e fino a pochi giorni fa mai pervenute sulla composizione societaria della Mgl», sono le parole di Morelli, «questa Autorità procederà d'ufficio a richiedere anticipatamente alla Prefettura territorialmente competente la certificazione antimafia ai sensi del decreto legislativo 159/2011». E se - aggiunge il segretario dell’Authority - «in seguito all'acquisizione della certificazione risultassero confermati i sospetti circa la società che ha richiesto la concessione, l'Autorità portuale non farebbe altro che proporre al Comitato portuale la revoca della sua deliberazione del 12 ottobre 2015 e disporre le modalità per procedere ad nuova assegnazione». Insomma, «in assenza delle necessarie certificazioni antimafia, nessun contratto di concessione è stato stipulato con la Mgl Yacht Service, né potrà esserlo».
La risposta di Morelli è completa della procedure amministrative da seguire per quanto attiene al rilascio delle concessioni. Procedure decisamente più rapide nella storia della stessa Autorità portuale regionale che si è recentemente data lo strumento del “Documento indirizzi e direttive rilascio autorizzazioni e concessioni demaniali marittime”.
Il segretario dell’Authority si addentra nelle regole del procedimento: «Questa Autorità non ha ancora provveduto a richiedere la certificazione antimafia alla Prefettura, visto che per poter giungere al completamento degli atti, è necessario che la società richiedente produca un business plan in relazione all'importo dell'investimento, da redigere secondo il prezzario regionale. È questa condizione indispensabile perché si possa poi precedere alla determinazione della durata della concessione che, secondo il regolamento approvato dal Comitato portuale, deve avere di norma una durata compresa tra i 4 e i 30 anni. Solo una volta ottenuto il completamento della documentazione tecnica e delle certificazioni di legge, l'Autorità portuale avrebbe proceduto a definirne la durata, da deliberare da parte del Comitato portuale».
Il progetto per il quale si era fatta avanti la Mgl era la costruzione di un cantiere navale. Che ancora non ha visto la luce. Né, sembra di capire dalle dichiarazioni di Morelli, l’impresa avrebbe protestato per l’iter burocratico lungo un anno: «Niente è finora pervenuto a questa Autorità - sottolinea Morelli - che ha quindi provveduto a chiedere alla Mgl, nel giugno scorso, la redazione e l'invio del business plan, primo atto necessario al completamento dell'istruttoria». Il segretario dell’Authority non dice se il passo sia stato o meno compiuto. Certo è, però, che l’anno precedente (2014) Mgl Yachting e Ditta Yacht Interior di Sena Carlo ottengono dal Comitato portuale il subingresso in una delle concessioni per cui la Mgl l’anno successivo chiede l’unificazione. Su questa concessione di lavori non ne sono mai iniziati, da due anni a questa parte. E l’articolo 21, punto 2 del Documento dell’Authority stabilisce che no lavori-no concessione. Il dubbio sul lungo iter burocratico senza proteste da parte degli interessati a qualcuno sarebbe dovuto venire.
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