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Mafia in porto, il caso in Regione

Mafia in porto, il caso in Regione

VIAREGGIO. L’interrogazione dei senatori Cinque stelle capitanati da Michele Giarrusso approderà anche in Regione Toscana. Ad annunciarlo è Gabriele Bianchi, consigliere regionale dei Cinque stelle,...

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VIAREGGIO. L’interrogazione dei senatori Cinque stelle capitanati da Michele Giarrusso approderà anche in Regione Toscana. Ad annunciarlo è Gabriele Bianchi, consigliere regionale dei Cinque stelle, presente alla conferenza stampa di giovedì mattina al Senato sul caso delle concessioni demaniali portuali richieste dalla Mgl Yachting in porto a Viareggio. «Bastava una ricerca su Google per scoprire chi erano questi soggetti cui si stava concedendo un affare», ha dichiarato Mario Michele Giarrusso, senatore Cinque stelle in un’affollata conferenza stampa. Alla quale uffici della Regione e dell’Autorità portuale (così, senza un nome) hanno replicato che la concessione votata dal Comitato portuale di un anno fa ancora non è concessa perché la Mgl Yachting non ha ancora portato il certificato antimafia.

Eppure la società di Ettore Cammarata e Giovanni De Maria (i quali dalle carte dei carabinieri risultano gravati da numerosi procedimenti per una serie di reati anche collegati alla malavita organizzata) non è certo sconosciuta, in porto a Viareggio, dove ormeggia su un paio di banchine “nobili” imbarcazioni per le quali non è stato onorato il leasing e che le banche rivogliono indietro. Proprio una di queste banchine, la più ambita (“Bori”) vedeva le ripetute richieste di pagamento di ormeggi non dovuti da parte dell’allora nostromo arrestato e condannato a tre anni in primo grado dopo l’indagine dei carabinieri del Nucleo investigativo di Lucca. Le testimonianze raccolte da quella stessa pg le cui indagini su Comune, escavo, partecipate sono state fermate dal no alle perquisizioni e alle intercettazioni arrivato dal Gip Silvia Mugnaini, vengono definite dal Gip Alessandro Dal Torrione che dispone l’arresto dell’ex nostromo come «pienamente probanti».

E sono le stesse testimonianze dalle quali emerge come in un contesto inquinato - dove concessionari guadagnano illecitamente, comandanti ormeggiano dove preferiscono con denaro degli armatori, nostromo acconsente ricevendo illecito compenso - i più forti hanno la meglio. Non pagando - «in virtù di specifici accordi - scrive il Gip - intercorsi anche con il nostromo» - ciò che non è dovuto ma che da tutti gli altri viene invece preteso

«Viareggio - così le parole di Massimiliano Baldini per il Movimento cittadini - è una città che ha bisogno, prima di ogni altra cosa, di ritrovare una gestione pubblica connotata dal rispetto della ferrea legalità e quindi non può permettersi di sottovalutare l'affermazione di normative che ribadiscono il rispetto dei principi di legalità e trasparenza nell'affidamento dei beni pubblici».

Donatella Francesconi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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