Il Tirreno

Versilia

In Versilia cento nuovi casi di violenza sulle donne

Donatella Francesconi
La casa delle donne di Viareggio
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La casa delle donne di Viareggio

Il dato del Centro antiviolenza della Casa delle donne che compie vent’anni. E il 26 novembre manifestazione nazionale a Roma con pullman da Viareggio

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VIAREGGIO. La fotografia che l’Italia offre delle proprie donne non ha niente di roseo e - come testimoniano le cronache nazionali - quello della violenza sulle donne non è fenomeno in via di diminuzione. I dati Istat 2014 mostrano che è aumentata la violenza più efferata. Ma anche che le donne cercano più aiuto. Solo nell'ultimo anno - è il dato viareggino - 120 donne si sono rivolte al Centro antiviolenza della Casa delle donne, struttura arrivata al compimento dei vent’anni di attività. «E di queste - sono le parole della presidente Ersilia Raffaelli - 99 sono nuove arrivate». Certo, negli ultimi anni del fenomeno si parla di più, così come degli strumenti per contrastarlo. Ed è stato fatto, in Versilia, un gran lavoro dal tavolo di rete "Insieme contro la violenza" che riunisce istituzioni ed associazioni: «Ma le donne arrivano al Centro per la gran parte attraverso il passaparola», sottolinea Raffaelli. Passaparola che significa necessità immediata, che si pone dopo l’ennesima lite dove sono volate le botte, o quando le mani di lui si alzano sui figli, o peggio ancora quando è l’ospedale a dover attivare un Codice rosa, perché alla prossima volta non vi sarà certezza di salvezza.

Il Centro anti violenza "L'Una per l'Altra" esiste dal 2001 e fa parte dell'associazione nazionale "Di.Re" (Donne in rete contro la violenza): sono 77 oggi i Centri anti violenza di tutta Italia che vi aderiscono. Da quella data - spiega Ersilia Raffaelli che fa parte del Consiglio nazionale di "Di.Re" - 1.483 donne hanno richiesto il nostro aiuto». Che si concretizza nell’attività svolta da volontarie appositamente formate, insieme agli avvocati che prestano il loro servizio a favore delle donne che intraprendono la strada delle azioni legali per uscire dall'incubo di una violenza che è per la gran parte dei casi familiare. Un lavoro delicato, intenso, che richiede preparazione, aggiornamento, sensibilità e che spesso espone anche gli stessi operatori al rischio di ritorsioni. Eppure - ricorda Raffaelli - «ultimamente i fondi nazionali destinati ai Centri antiviolenza, come la Corte dei Conti stessa ha messo in evidenza, non sono stati spesi dal Governo». Così tutte le strutture, Casa delle donne compresa, vanno avanti contando unicamente su «finanziamenti a sprazzi o donazioni».

Dalla prima volta in cui ci si rivolge al Centro antiviolenza, spesso con una gran confusione tra testa e cuore, inizia un percorso molto complesso - ricorda Raffaelli - che comprende «il recupero dell'autostima e l'affrontare i problemi legali, ma anche quelli del recupero dell'abitazione e del lavoro». Oltre a tutte le questione legate ai minori che vengono segnati inevitabilmente da queste vicende. Anche per questo da tempo la Casa delle donne chiede alle istituzioni tutte che si adoperino per creare una Casa rifugio, strumento indispensabile per offrire una protezione immediata.

Se ne discuterà lungo tutta la serie di iniziative per la celebrazione dei vent’anni della Casa delle donne. Prossimo appuntamento il 19 novembre, nella sal di rappresentanza del Municipio, per il seminario (10-13 e 15-17,30) dal titolo “Vent’anni della Casa delle donne-bene comune della Versilia: memoria e trasformazione”. Ottima occasione per aggregarsi al pullman che da Viareggio parte per Roma il 26 novembre per la partecipazione alla manifestazione nazionale “Non una di meno”.

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