La protesta
Madonnina in bilico tra privati e Regione
Approvata la legge che amplia i poteri dell’Autorità portuale che così potrà gestire anche le concessioni turistico-ricreative per investire nella Darsena
VIAREGGIO. Potenziamento dell’Autorità portuale, c’è il via libera del consiglio regionale che ha approvato la proposta di legge presentata in aula dal presidente della IV commissione Stefano Baccelli. «Rafforziamo le competenze dell’Autorità portuale- ha spiegato Baccelli in aula - ampliandole e destinando nuove risorse economiche per l'assunzione di nuovo personale. Questo per Viareggio significa principalmente una cosa: mettere in salvaguardia il porto dal rischio di una mancata gestione. Ho voluto farmi promotore di un atto che rendesse più efficace uno strumento pubblico come l’Autorità portuale, rivedendone funzioni e competenze e prevedendo, conseguentemente, nuove e più efficaci regole per la gestione delle aree demaniali. Anche prevedendo la possibilità di una gestione diretta, da parte dell’Autorità, di quelle destinate a finalità turistico ricettiva, disponendo che i relativi proventi vengano reinvestiti per migliorare la funzionalità delle aree portuali».
Migliorare la funzionalità del porto significa, a Viareggio, garantire entrata/uscita via mare dal porto insabbiato. Con l’intervento annuale di escavo sul quale - nel passato non troppo lontano - la Regione Toscana ha speso milioni e milioni a pioggia senza portare a casa alcun risultato e senza controllare cosa stava avvenendo con la gestione degli appalti da parte del Comune di Viareggio. Come messo in evidenza dall’inchiesta avviata - e bloccata prima che arrivasse a segno - dai carabinieri del Nucleo investigativo di Lucca. Ma anche da quanto dichiarato al “Tirreno” da Pietro Ricci, funzionario prima del Comune e poi dell’Autorità portuale regionale. Il quale, in relazione a quanto dichiarato al Gip del Tribunale di Lucca, Silvia Mugnaini, al cronista dice: «Io non ho detto (al Gip, ndr) che la draga ha fatto un buon lavoro, che significa essere una draga che risolve il problema. Io ho detto che la draga, quando era in moto, funzionava. Ma in tutti gli interrogatori ho confermato che non era sufficiente a risolvere il problema. C’era anche la Regione di mezzo, le amministrazioni che sono passate... Mi dicevano “mettici la refluente, falla lavorare...per amor di Dio...”. Ma le refluenti (le draghe della Sasit del Gruppo Del Pistoia, ndr) per me erano da eliminare, non erano utili allo scopo. L’ho detto anche negli interrogatori».
Gestire la Viareggio Porto per la Regione significherebbe ricavare dagli approdi turistici il denaro necessario a tenere il porto “pulito”, anno dopo anno. «Come ho avuto modo di precisare nella relazione in consiglio regionale - spiega ancora Baccelli - non c'è alcuna volontà dirigista da parte della Regione e tantomeno un intento concorrenziale nei confronti dell'iniziativa privata. Il mio auspicio è, ovviamente, che la procedura di concordato si risolva positivamente con un soggetto imprenditoriale serio e credibile che possa gestire ed investire sul porto di Viareggio».
Su questo punto si era concentrato un emendamento del centrodestra che puntava a mantenere il principio, in osservanza con la normativa italiana ed europea, per cui la regola generale è e deve rimanere quella dell'affidamento delle aree portuali ai privati (tramite concessione), mentre deve costituire “eccezione” quella della gestione diretta delle aree da parte della Autorità portuale regionale. «La proposta di emendamento presentata dal centrodestra – spiega Stefano Baccelli al “Tirreno” – è stata valutata come pleonastica perché la legge è già chiara sul punto». L’ex presidente della Provincia di Lucca, oggi consigliere regionale del Partito democratico, entra nel merito: «Abbiamo voluto scongiurare l’ipotesi sciagurata di una eventuale mancata gestione della Viareggio porto. Trovando una soluzione che non è certo concorrenziale rispetto all’iniziativa privata. Io auspico che il concordato della società pubblica vada a buon fine, con un soggetto imprenditoriale serio e credibile che possa gestire ed investire sul porto di Viareggio. Anche dopo l'approvazione di questa legge, quindi, la via principale rimarrà quella della procedura di evidenza pubblica per la scelta di un concessionario credibile. Abbiamo però introdotto una opzione subordinata, la possibilità da parte dell'Autorità portuale di una sua gestione diretta al fine di scongiurare un eventuale ed inaccettabile vicolo cieco, la mancata operatività del porto di Viareggio».
In realtà nelle ultime settimane il presidente della Regione, Enrico Rossi, sembra essersi spinti ben più oltre nelle sue dichiarazioni. «Siamo molto interessati a costituire una società che ci consenta di governare e gestire il porto di Viareggio che pensiamo sia giusto che rimanga in mano pubblica. È un porto che ha grandi potenzialità ed è giusto che sia pubblico», ha detto Rossi incontrando nei giorni scorsi il commissario prefettizio Fabrizio Stelo, al governo della città.
«Con questa mia iniziativa”, precisa Baccelli, ci siamo spinti al limite massimo rispetto anche alle normative comunitarie ed italiane. È la misura più avanzata possibile. Non si può assolutamente evitare che in prima istanza ci siano procedure di evidenza pubblica che coinvolgono i privati».
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