Il Tirreno

Versilia

Carabinieri ai depuratori: una sanzione per Gaia

di Donatella Francesconi
Carabinieri ai depuratori: una sanzione per Gaia

Controlli in estate nell’ambito della campagna nazionale dell’Arma Rilevata la mancata annotazione del carico di rifiuti ferrosi in un caso

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VIAREGGIO. Campagna per la tutela delle acque, per il Nucleo operativo ecologico dell’Arma dei carabinieri in tutta Italia lungo tutta l’estate appena terminata. L’esito dei controlli è stato reso noto, nei giorni scorsi, dal generale di brigata, Sergio Pascali, comandante dei carabinieri per la tutela dell’ambiente, insieme al ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti.

La campagna - è stato spiegato - «si è rivolta alla verifica del corretto funzionamento dei depuratori comunali e degli impianti di trattamento acque reflue industriali, degli stabilimenti balneari, dei villaggi turistici e dei cantieri navali. In questo caso, a fronte di 563 controlli, si sono verificati 105 casi di non conformità, con 188 persone segnalate in ambito penale con 77 sanzioni. Sono stati 26 i sequestri per oltre 26 milioni e 600 mila euro. Le 21 sanzioni amministrative elevate a 14 soggetti sono state invece di un valore complessivo di oltre 174 mila euro». Per quanto riguarda la gestione dei depuratori comunali, «la maggior parte delle irregolarità sono state riscontrate nelle regioni del Sud e Centro Italia». E tra i depuratori indicati ci sono quelli di Viareggio, Pietrasanta e Seravezza. «Le violazioni rilevate», in generale, «riguardano - è stato spiegato - l’attivazione di scarichi di acque reflue urbane in assenza della prescritta autorizzazione, il superamento dei valori limite di emissione previsti per legge, l’inadempimento dei contratti di pubbliche forniture da parte delle società di gestione per l’inosservanza degli standard minimi di qualità del refluo depurato ed, in alcuni limitati casi, il reato più grave di avvelenamento delle acque».

Un triste record, quello versiliese, che vede ben tre depuratori sotto osservazione con possibili provvedimenti in arrivo. Come si aspetta la stessa azienda idrica Gaia che dichiara di aver ricevuto, per il momento, soltanto una sanzione amministrativa «per ritardata annotazione del carico di rifiuti ferrosi a Marina di Carrara».

Una vicenda che va chiarita e che rimanda, inevitabilmente a quelle acque ricche di idrocarburi della quali parla espressamente l’inchiesta della Dda di Firenze sui fanghi che escono dall’impianto annesso al depuratore ma gestito dalla società dei rifiuti Sea Risorse. Anche perché non c’è trattamento dll’acqua di mare che tenga lontani i divieti di balneazione se ogni giorno, sullo stato dei depuratori versiliesi, arrivano cattive notizie.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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