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Tributi, si rischia la pioggia di cartelle pazze a fine anno

Tributi, si rischia la pioggia di cartelle pazze a fine anno

VIAREGGIO. Confronto tra le parti, ieri mattina, sul futuro dei lavoratori ex Patrimonio oggi confluiti nella nuova “I Care”. L’incontro, richiesto dai sindacati, è stato aggiornato al 25 ottobre...

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VIAREGGIO. Confronto tra le parti, ieri mattina, sul futuro dei lavoratori ex Patrimonio oggi confluiti nella nuova “I Care”. L’incontro, richiesto dai sindacati, è stato aggiornato al 25 ottobre - così che l’amministrazione del commissario Fabrizio Stelo possa esaminare le richieste avanzate, e si è concluso con soddisfazione per l’apertura del dialogo anche se non è mancato qualche momento di tensione. All’appuntamento non c’era Moreno Pagnini che di “I Care” è il presidente, ma vi erano Marco Franciosi, dirigente amministrativo di “I Care”, Silvia Bertuccelli (funzionario del settore tributi della società partecipata), Massimiliano Bindocci della Filcams-Cgil e la Rsa dell'azienda, rappresentata da Chiara Giovannetti ed Anna Bertarelli. Da quello che si apprende, i lavoratori avrebbero ottenuto una disponibilità a valutare ed accogliere le richieste in termini di inquadramento ed orari di lavoro, mentre resta aperta la questione alla deroga al Job acts per quanto riguarda ’applicazione dell’articolo 18. Deroga che pure era tra i punti dell’accordo sindacale siglato nel passaggio dalla Patrimonio alla nuova società.

Sul fronte della difficile gestione del settore tributi sul quale pende più di una incognita, l’ultimo consiglio di amministrazione avrebbe dato il via libera al ritorno in scena del professor Cesare Cava per Anci Innovazione ma senza spesa per “I Care”. Mentre ad Anci Innovazione, dal 2017, vi sarebbe una consulenza dal 209.000 euro, senza comparazione visto che il tetto oltre il quale procedere in questo senso è stato fissato dal Cda a 300.000 euro. Resta da capire di cosa si occuperà Anci Innovazione che - da Piano finanziario dell’amministrazione Del Ghingaro - avrebbe dovuto garantire il recupero dei crediti pregressi.

Proprio questo rimane uno dei punti di debolezza della nuova società. L’input della dirigenza ai dipendenti sarebbe un «mandate tutto» quello che risulta da avere. Ma è noto che la Viareggio Patrimonio non era in grado di correggere gli errori, di anno in anno, e aveva dei “buchi” nel sistema informatico obsoleto come denunciato più volte dal curatore fallimentare, Donato Bellomo.

«Il rischio - sono le parole del sindacalista Massimiliano Bindocci - è quello di inviare, entro fine anno, una pioggia di “cartelle pazze”». E di ritrovarsi con gli uffici intasati e l’apertura di centinaia di contenziosi.

Senza contare che nessuno ha ancora sciolto il nodo di chi va a rappresentare la riscossione dei tributi a Viareggio nelle commissioni tributarie. Il curatore della Patrimonio non ha titolo a chiudere i contenzosi, “I Care” non è agente contabile ed il Comune non ha ancora delegato nessuno. (d.f.)

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