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La segretaria regionale Cgil chiuderà l’omaggio a Zappelli

La segretaria regionale Cgil chiuderà l’omaggio a Zappelli

SERAVEZZA. A rendere omaggio all’eroico sindacalista Vasco Zappelli, nel 45° anniversario dalla sua morte, ci sarà anche la neo segretaria regionale della Cgil (prima donna della storia in questo...

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SERAVEZZA. A rendere omaggio all’eroico sindacalista Vasco Zappelli, nel 45° anniversario dalla sua morte, ci sarà anche la neo segretaria regionale della Cgil (prima donna della storia in questo ruolo). Si chiama Dalida Angelini, è seravezzina doc, e per la sua prima volta da numero uno della Cgil Toscana prenderà parola davanti ai suoi concittadini. L'occasione, mercoledì 12 ottobre, sarà senza dubbio importante: autorità, sindacalisti, lavoratori e cittadini si daranno appuntamento in via Campana davanti alla sede della Fillea Cgil muovendo poi in corteo verso via Corrado Del Greco dov’è prevista la deposizione di una corona d’alloro al monumento dedicato a Zappelli.

Prima dell’intervento conclusivo della segretaria Angelini, prenderà parola il sindaco Riccardo Tarabella, il segretario generale della Fillea provinciale Leonardo Quadrelli e il segretario generale della Cgil di Lucca Rossano Rossi, infine il sindacalista Sauro Mattei, autore del libro “Vasco Zappelli - Il messaggio di un uomo”.

«La figura di Vasco Zappelli è una delle più significative della storia recente della Versilia e del sindacato - ha spiegato il presidente del consiglio comunale Riccardo Biagi - visse e morì difendendo con coerenza la sua idea di giustizia sociale ed è ricordato non solo per le dure battaglie sindacali sui salari, sulle condizioni di lavoro e di sicurezza dei lavoratori nel periodo in cui fu segretario generale della Fillea Cgil, ma anche per la grande capacità di tessere relazioni umane, di ascoltare tutti, di farsi capire e di offrire un aiuto a chi ne aveva bisogno».

Vasco Zappelli morì nel 1971, ucciso nel corso di una tragica rapina in un istituto di credito di Seravezza che riuscì a sventare scagliandosi contro i banditi gridando “Andate a lavorare, vigliacchi”. Quel gesto gli valse la medaglia d’oro al valor civile alla memoria. I principi che lo guidaronosono oggi più attuali che mai, in una società che sembra fare della disparità sociale, della precarietà e dell’insicurezza la norma nel mondo del lavoro.

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