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Consorzio turistico senza politici

 Consorzio turistico senza politici

Franceschi: i partiti stiano fuori, fondamentale l’autonomia gestionale

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FORTE DEI MARMI. «Il primo consorzio turistico di Forte dei Marmi finì di esistere perché i partiti e la loro politica ci vollero mettere il cappello sopra. E ora, corsi e ricorsi della storia, nella corsa verso le elezioni di maggio 2017, si butta sul tavolo tutto e di più; ma su questa materia non si può né si deve scherzare». È pesante il j’accuse di Vasco Franceschi che all’epoca ne fu il leader. Non a caso, oggi, al Forte, quando si pensa a un Consorzio turistico la memoria collettiva torna sempre a tanti fa, a quello presieduto, appunto, con successo da Vasco Franceschi: un’esperienza durata pochi anni, ma molto significativa per giudizio unanime. Assume, dunque valore, la presa di posizione dello stesso Franceschi sul progetto di un nuovo consorzio cittadino.

«Forte dei Marmi ha già vissuto una propria esperienza di Consorzio turistico – scrive Franceschi - e fu una esperienza positiva. Tra gli obbiettivi centrati ricordo solo e soltanto la fiction girata in città “Caro Maestro” con Marco Columbro e la presenza alla Fiera del Turismo di Berlino. E scusate se è poco! Quel consorzio però nacque su un convincimento che risultò poi vincente: l’autonomia gestionale. E Paolo Corchia che a quei tempi muoveva i primi passi nel turismo fortemarmino se lo ricorda talmente bene che ha commentato questa nuova idea, che ha un background con più scuri che chiari, affermando con decisione che “per far funzionare queste cose c'è una sola strada e cioè quella di far parlare ed agire (solo e soltanto) i protagonisti, i portatori di interessi che sono proprio gli operatori turistici. Questo perché la politica non può essere l'aggregante ed in questo settore non si può più vivere di assemblearismo confuso!” e conclude “serve interesse ed esperienza diretta". Come dargli torto – continua l’ex presidente del Consorzio e assessore al turismo – visti i risultati raggiunti fino ad oggi in un settore di così vitale importanza che è stato messo nelle mani di un delegato che in materia non è neppure alle astine di scolastica memoria? Comunque – conclude Franceschi - se consorzio deve essere, sia, ma la responsabilità gestionale deve essere solo e soltanto nelle mani degli operatori e non di qualche amministratore per lo più sprovveduto. I risultati del gruppo “Forte tutto l'anno”, pur alle prime armi, hanno dimostrato che nel tessuto economico turistico del paese ci sono capacità, esperienze e sensibilità di grande valore: siano queste a tracciare e a gestire il percorso del nostro turismo per i prossimi anni, perché l'inadeguatezza in questi anni l'ha fatta da padrona e non deve più accadere. Auguri Consorzio».

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