Gioco
Addio a Beppino, il ristoratore di Renato Zero
Tra i più assidui frequentatori del suo locale in via del Paduletto anche Mina, la Berté e Pavarotti
CAPEZZANO PIANORE. Era ricoverato da circa un mese all’ospedale Versilia, Giuseppe Grotti. Si è spento ieri mattina stroncato dalla malattia con cui combatteva da tempo. Aveva 79 anni.
Era un ristoratore molto conosciuto “Beppino del paduletto”, nome del ristorante che si trovava nell’omonima strada di Capezzano Pianore, in voga nella Versilia ruggente degli anni 80. Nel suo locale aveva accolto personaggi famosi della musica leggera. Tra questi, in primis, Renato Zero, arrivato in Versilia giovanissimo da Roma, che aveva iniziato a esibirsi al Linus sulla via Provinciale per Camaiore e da lì poi a Bussoladomani, grazie all'intuito del patron Sergio Bernardini che lo scritturò per tutta un'estate. Beppino diventò amico di Renato Zero e lo ospitò anche a casa sua. Fuori dal suo ristorante, dove Renato andava a cena dopo gli spettacoli a Bussoladomani, si formavano ogni volta code di “sorcini” che lo attendevano per un autografo e una foto.
In uno degli ultimi lavori il cantautore romano gli aveva dedicato una frase, “un vero amico”. Giorgio Panariello, che proprio imitando Renato Zero ha iniziato la sua carriera, ha ricordato qualche anno fa, ospite in piazza Duomo a Pietrasanta alla rassegna Anteprime di Mondadori, di quando fece uno scherzo ai sorcini radunati davanti da Beppino. «Era agosto - raccontò Panariello - vestito con una tuta di raso pesante, la parrucca, a bordo di un'Alfetta guidata da un amico, passo lì davanti, i sorcini mi vedono e cominciano a urlare. Noi sgommiamo, loro ci seguono e arriviamo in piazza Mazzini a Viareggio, facciamo un altro scherzo alla Robertona, noto personaggio di allora. Ve la immaginate piazza Mazzini d’agosto? Ci vedono alcuni turisti da sopra i pullman e cominciano a urlare il nome di Renato. Noi procediamo la corsa spericolata finché non ci ferma la polizia. Abbiamo provato a far credere al poliziotto che io fossi davvero Renato Zero, ma quello, davanti a tutta la piazza, mi fece togliere la parrucca. Ho ancora nelle orecchie le urla dei sorcini gabbati “arrestatelo, arrestatelo”».
Un’altra amica di Beppino era Mina, anche lei spesso a cena da lui, così come Luciano Pavarotti, Lucio Dalla, Claudio Baglioni, Loredana Berté e tanti altri personaggi.
Una volta chiuso il locale in via del Paduletto, Giuseppe Grotti ha lavorato con i nipoti prima al Meto, poi al ristorane La Luna in via del Fortino a Lido e alla Cantina da Bruno. «Era un personaggio dal quale abbiamo appreso molto - dice Leonardo, uno dei nipoti che col fratello Alessandro gestiscono La Luna - dopo che aveva chiuso il locale era sempre ospite tutte le sere di amici e conoscenti. Gli volevano tutti bene ».
Lascia gli altri nipoti Lorella, che gestisce un panificio al Forte, Patrizio, Lucia e Pierpaolo. Il funerale è fissato domani alle 16 alla chiesa del Secco, poi per suo volere verrà cremato.
Roy Lepore
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