Toscana
Asse al buio per i furti ma nessuno li ha denunciati
Un geometra dell’ufficio lavori pubblici ha effettuato verifiche con carabinieri, polizia, vigili, ufficio economato. E la strada è ancora senza illuminazione
VIAREGGIO. Una variante da oltre 500.00 euro (518.988,76 euro) per i lavori dell’asse di penetrazione - secondo lotto, inaugurato dall’amministrazione Betti nel maggio 2014 - il cui saldo viene disposto oggi, a distanza di due anni e dopo una minuziosa relazione tecnica, condotta sul posto dal geometra del Comune, su incarico del dirigente Franco Allegretti. Una metodologia mai applicata dall’Ente pubblico viareggino e che ha portato alla luce una vera e propria ricostruzione almeno dell’ultima parte di realizzazione dell’opera finanziata con i fondi della Regione Toscana.
A cominciare della vicenda che vede ancora oggi parte del cavalcavia al buio, con gravi pericoli per la circolazione, a causa di due furti di rame. Per i quali - scrive il geometra Antonio Bresciani - «in merito alla presentazione di eventuali denunce o apertura di sinistri, ho avviato le ricerche ed in data 26 febbraio 2016 l’ufficio economato mi ha risposto che agli atti dell’ufficio non risulta nessuna denuncia di furto in merito a cavi elettrici. E che, comunque, viene sottolineato dalla compagnia di assicurazione “Marsh Spa” con una email in pari data che “la tipologia di bene oggetto di furto non rientrerebbe tra i beni assicurati nella polizza furto”».
Frediani prosegue nelle verifiche: «Alla Viareggio Patrimonio il 2 marzo mi è stato risposto che “effettuate le verifiche, agli atti non sussistono denunce presso gli enti competenti...”. Peraltro, ricorda la relazione, «il bene non risulta inserito nel patrimonio della Viareggio Patrimonio, salvo per quanto attiene la mera gestione del servizio correlato alla manutenzione ordinaria e dell’utenza elettrica relativa a suo tempo attivate».
L’11 aprile scorso Frediani si è presentato dai carabinieri e poi al commissariato: «Dopo avere effettuato le ricerche non risulta depositata, ai loro atti, una denuncia per l’avvenuto furto dei cavi elettrici nel tratto interessato. In parti data mi sono recato anche al Comando dei vigili urbani e anche a questi uffici non risulta alcuna denuncia».
Al di là del caso specifico, va rilevata la modalità della dettagliatissima relazione relativa alla variante. L’asse viene inaugurato a metà 2014, quando il Municipio è già sotto la lente di ingrandimento dei carabinieri del Nucleo investigativo di Lucca. I quali puntano l’attenzione proprio sull’ufficio lavori pubblici e sul meccanismo del pagamento degli incentivi alla progettazione, oltre che sulla giostra di appalti a professionisti esterni. Arrivando ad avanzare l’ipotesi investigativa per cui sarebbe esistito a Viareggio un vero e proprio sistema di «spartizione e distribuzione con modalità illecite del denaro pubblico». Ecco da dove nasce l’analisi dettagliatissima delle carte e dei numeri per l’asse di penetrazione. L’ultima delle opere realizzate in una città che - così il Gip Dal Torrione nell’ordinanza di arresto nell’inchiesta relativa al porto - difficilmente appare collaborativa. Al punto che Dal Torrione scrive: «A confermare l’assunto accusatorio è soprattutto la singolarissima, se non unica circostanza mai verificatasi negli ultimi anni almeno in questo circondario, che è stata sufficiente una indagine approfondita dei carabinieri “sul campo” per indurre alcuni dei corrotti a confessare spontaneamente». Quando l’inchiesta si allarga al Comune, però, il quadro cambia. Nell’archiviare la richiesta di perquisizioni e intercettazioni il Gip Silvia Mugnaini bolla come «calunniose» le dichiarazioni di coloro dei quali la stessa pg che ha operato in porto ha ottenuto la stessa fiducia che ha portato all’arresto dell’allora nostromo del porto. E cala il sipario.
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