Toscana
Centomila euro all’ex direttore
Ma il capo degli psicologi Enrico Salvi ha incassato più di Brunero Baldacchini
VIAREGGIO. Può un superiore guadagnare meno del suo dipendente? Nella sanità può. Sarebbe assurdo, del resto, pretendere che medici in grado di salvare le vite, e che hanno capacità riconosciute anche a livello nazionale e internazionale, ricevano uno stipendio pari o inferiore a quello degli amministratori. Le cui responsabilità sono importanti, ma non paragonabili a quelle dei professionisti che guidano.
Certo che colpisce il parallelismo tra lo stipendio dell’ex direttore generale dell’Asl Versilia Brunero Baldacchini, dei suoi ex bracci destri Paolo Torrico e Grazia Luchini, e quello di alcuni dirigenti non medici. Che non rientrano nella casistica di cui dicevamo prima, proprio perché si tratta di tecnici, infermieri o altro. Ecco le cifre.
Prima di andare in pensione Baldacchini ha incassato 102.000 euro lordi, mentre Torrico e Luchini ne hanno portati a casa meno di 55.000. Fino all’anno scorso loro tre erano il vertice dell’Asl versiliese, poi inglobata nella nuova superazienda sanitaria. Il cui capo attuale è la direttrice generale Maria Teresa De Lauretis.
Tra i dirigenti non medici il più pagato è Enrico Salvi, capo degli psicologi: nel 2015 ha portato a casa una retribuzione lorda di 134.296 euro. Un compenso superiore, tanto per dare un’idea, a quello di primari come Luigi Gagliardi (pediatria) e Claudio Vignali (radiologia). Il secondo posto, tra i non medici, spetta a Stefano Maestrelli, capo dell’area tecnica: per lui uno stipendio lordo di 88.000 euro.
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