Gioco
“I Care”: si riunisce il consiglio
Ieri l’incontro Pagnini-Del Punta. Santini (FI): il bando per il direttore ci sarà?
VIAREGGIO. Del Punta di nome e di fatto...Perché il sub commissario nella squadra di Fabrizio Stelo si è preso a cuore la vicenda della neonata “I Care” e non l’ha mollata un attimo dal momento dell’insediamento. Così, alla vigilia dell’importante consiglio di amministrazione che si tiene oggi, Stefano Del Punta ha incontrato Moreno Pagnini, il presidente della società partecipata designato dall’ex sindaco Del Ghingaro.
«Sono stati definiti alcuni aspetti riguardanti il futuro dell'azienda sulla quale la gestione commissariale ha puntato molto per il recupero dell'evasione fiscale anche in relazione al finanziamento del debito già riconosciuto dall'Organismo straordinario di liquidazione», si legge nella nota diffusa da Stelo nella giornata di ieri. Dieci milioni dei 56 che servono a chiudere il dissesto, infatti, devono arrivare dai recuperi dell’evasione fiscale.
Moreno Pagnini, da professionista quale è, sembra aver riscosso l’apprezzamento dell’amministrazione commissariale: «Il dottor Pagnini - continua la nota - ha dato la sua massima disponibilità e consulenza ai fini dell'ottimizzazione del servizio affidato all'azienda. Gli incontri d'ora in poi saranno a carattere settimanale per rafforzare il legame - già molto stretto - tra il Comune e la propria azienda partecipata». Un altro segnale del fatto che il dialogo paga quando c’è da amministrare una città.
Intanto, però, ci sono delle questioni che “I Care”, in quanto azienda pubblica (e quindi tenuta alla trasparenza) dovrebbe chiarire. A sottolinearlo è Alessandro Santini, coordinatore comunale di Forza Italia. «A che punto è la selezione per il nuovo direttore? Fra servizi dimenticati o azzoppati, la società e chi lavora al suo interno avrebbe bisogno almeno di qualche certezza, di un riferimento competente su cui contare. Se l’attuale direttore “provvisorio”, Marco Franciosi, aveva bisogno del supporto di un consulente (quello di Anci Innovazione) significa che il suo contributo non può essere pieno e completo come il compenso che – probabilmente – continua a percepire: al 31 dicembre 2015 era di oltre 156 mila euro lorde l’anno». Santini poi aggiunge: «Pagnini potrebbe riferire pubblicamente anche quanto ha raccolto “I Care” dal 1° giugno al 31 agosto, con il servizio di riscossione tributi?».
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