Il Tirreno

Versilia

Grande attesa per la “rivoluzione” normativa sulla marmettola

Si sta tentando l’abbattimento dei costi di smaltimento degli scarti di lavorazione dei materiali lapidei, cosa che darebbe una mano importante, anche a livello di competitività sui mercati...

1 MINUTI DI LETTURA





Si sta tentando l’abbattimento dei costi di smaltimento degli scarti di lavorazione dei materiali lapidei, cosa che darebbe una mano importante, anche a livello di competitività sui mercati internazionali, alle aziende del distretto apuo-versiliese. In particolare si parla della marmettola e del cocciame, finora gestiti unicamente come rifiuti speciali, e che invece, nel caso in cui fossero rispettati i parametri richiesti, potrebbe essere gestiti come sottoprodotti in base alla normativa generale del codice ambientale e diventare una risorsa invece che un costo. Una sorta di rivoluzione copernicana per le aziende partita con l'eliminazione del capitolo dalla disciplina speciale relativa alle terre e rocce da scavo grazie a un lavoro iniziato due anni fa da Confindustria Toscana Nord assieme al ministero dell’Ambiente. Un processo che ha portato a uno snellimento della burocrazia e che ora permetterà di valutare caso per caso ed eventualmente di considerare marmettola e cocciame come sottoprodotti della lavorazione dei materiali lapidei. «Per noi è un grosso aiuto – dice Fabrizio Palla di Savema Spa, presidente della sezione varie di Confindustria Toscana Nord che comprende anche il gruppo lapideo – in questo modo la normativa italiana si è adeguata a quella degli altri Paesi concorrenti».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web