Gioco
Coppia di turisti rischia di affogare
Salvati da un surfista e da un bagnino fortunatamente ancora al lavoro sulla spiaggia
LIDO DI CAMAIORE. Hanno rischiato di morire in mezzo alle onde del mare in tempesta in una assolata mattina di inizio autunno. E quelle braccia, quei volti affaticati che li hanno soccorsi sfidando le onde e le correnti difficilmente potranno mai dimenticarli.
Due turisti inglesi trentenni, un uomo e una donna, sono stati salvati nella tarda mattinata di ieri, intorno alle 12,30, da un giovane surfista di Bologna, Andrea Testaverde, e dal bagnino dello stabilimento balneare Onda di Lido di Camaiore, Francesco Paladini, intervenuti in soccorso della coppia grazie alla segnalazione di un ex bagnino, Luca Stagi, che ieri mattina si trovava in spiaggia, più o meno all’altezza degli stabilimenti Suisse Argentina e Venezia.
«Luca era sul mare, è un mio amico e qualche volta viene a trovarmi e a prendere un po’ di sole» racconta Paladini, 44 anni, lidese e una vita dedicata al mare e alla spiaggia «come mio padre - aggiunge - sono figlio d’arte».
Stagi aveva visto la coppia in acqua intenta a nuotare tra le onde nonostante le condizioni del mare particolarmente mosso. Con l’occhio esperto di chi per una vita ha scrutato l’orizzonte per vigilare sulla sicurezza dei bagnanti si è reso conto che i due, finiti in un canalone e trascinati dalla corrente, non riuscivano a tornare a riva. Così ha dato l’allarme. Il primo a buttarsi in acqua per raggiungere la coppia è stato Andrea Testaverde, 17 anni studente all’istituto per geometri Pacinotti di Bologna. Un amante del surf che spesso la domenica viene a Lido di Camaiore, come tanti sportivi come lui, per dare sfogo alla sua passione. «Ero lì perché c’era una secca che facilitava l’ingresso in mare - racconta - quando ci siamo resi conto di quello che stava accadendo mi sono buttato in acqua con la tavola per raggiungerli». La coppia era a circa cento metri dalla riva. «Andavano su e giù, era chiaro che non avevano più fiato - spiega ancora Andrea - Mi sono avvicinato alla ragazza, che era visibilmente più affaticata e spaventata e che si è aggrappata alla tavola. Nel frattempo è arrivato Francesco con la sua tavola di salvataggio». Il bagnino ha portato a riva prima la donna. «Mi è venuto incontro in acqua - spiega Paladini - un collega, Mauro, bagnino del bagno Diva che ci aspettava sulla spiaggia per dare un supporto in caso di necessità. Gli ho affidato la signora e sono tornato indietro a prendere l’uomo che era con Andrea e che la corrente stava spingendo a largo. Sono riuscito a portarlo a riva con non poche difficoltà: mi ha abbracciato e ringraziato».
Il merito del salvataggio, prima di tutto però, per Paladini, è dell’amico ex bagnino: «Se Luca non fosse stato a prendere il sole e non si fosse accorto che questi due turisti erano in difficoltà ora ci troveremmo a parlare di due cadaveri sulla spiaggia di Lido». Le condizioni del mare non erano certamente adatte a un bagno, conferma il guardaspiaggia che si trovava allo stabilimento per finire qualche lavoro prima della chiusura definitiva del bagno. «Semplicemente questi turisti - aggiunge - si sono tuffati nel punto sbagliato. Se invece che oggi (ieri, ndr) fosse successo tra due giorni io non sarei stato qui a intervenire e neppure i miei colleghi - continua Paladini - eppure è proprio questo il periodo più pericoloso dell’anno. I salvataggi sono frequenti proprio a inizio e fine stagione: turisti, surfisti in difficoltà. Noi interveniamo a coscienza» E meno male che lo fanno. «Anche ora - conclude Paladini volgendo lo sguardo al mare con occhio vigile - ci sono due pullman di studenti stranieri in acqua. Che dobbiamo fare? Magari converrebbe mettere dei cartelli di avviso, dovremmo pensarci».
Marco Pomella
Valentina Landucci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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