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Versilia

Depuratore Gaia, il caso dell’allarme d’aprile

Depuratore Gaia, il caso dell’allarme d’aprile

A primavera un macchinario rotto metteva a rischio tutta la stagione balneare nell scontro Gaia-Sea

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VIAREGGIO. Aprile 2016, interno depuratore di Viareggio: la vecchia nastropressa con la quale vengono disidratati i fanghi colleziona, giorno dopo giorno, «gravissime rotture». La stagione balneare si sta avvicinando e il consiglio di amministrazione della società idrica Gaia, riunito il giorno 8 dello stesso mese mette a verbale che «è impensabile superare in queste condizioni la prossima stagione estiva». Il servizio depurazione - si legge ancora - «ha immediata necessità di noleggiare una centrifuga per non dover sospendere la disidratazione del fango». Ipotesi che «comporterebbe scompensi di processo inaccettabili per l’impianto». Una frase che non suona benissimo, trattandosi di un impianto di depurazione.

Un passo indietro è necessario. Il depuratore comunale di Viareggio - si legge nella relazione tecnica del progetto definitivo di impianto codigestore dei rifiuti che dovrà nascere nell’area, inviata da Sea Risorse alla Regione - «è suddiviso in due linee». La linea acque è quella «dove avvengono i processi depurativi delle acque reflue urbane» e la Linea fanghi è quella «al cui interno vengono sottoposti a stabilizzazione i fanghi di supero derivanti dalla linea acque». Proprietaria di entrambe le linee è la Viareggio Patrimonio che ha affidato la Linea acque a Gaia e la Linea Fanghi a Sea Risorse, azienda pubblico-privata (Comune-Gruppo Del Pistoia). Le due aziende gestiscono insieme gli impianti di depurazione, come si legge nella determinazione 17 del 29 aprile 2015 che ha per oggetto l’«aggiudicazione definitiva della procedura aperta per il servizio di caricamento, prelievo, trasporto e smaltimento finale di fanghi, grigliati, sabbie e ogni altro materiale di risulta provenienti dagli impianti di depurazione gestiti da Gaia Spa e Sea Risorse Spa». Tanto insieme che entrambe finiscono indagate nella maxi inchiesta “Demetra” della Dda di Firenze.

In questo scenario - è ancora il verbale del Cda di Gaia dell’8 aprile scorso, a ricordare che «Sea Risorse si è impegnata a provvedere alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle proprie strutture, nonché di quelle della linea fanghi dell’impianto di Viareggio, messe a disposizione della Viareggio Patrimonio». Società partecipata del Comune di Viareggio che a quella data di allarme per la stagione balneare versiliese era fallita da mesi e Sea Risorse ben lo sapeva. «Il trattamento del fango derivante dalla linea acque - ricorda Gaia - è curato da Sea Risorse all’interno della linea fanghi. E Gaia riconosce a Sea Risorse un corrispettivo economico, la cui quantificazione tiene conto di tutte le spese effettivamente sostenute dalla società». A quella data esisteva una procedura negoziata bandita e conclusa da Sea per la sostituzione «della vecchia nastropressa con la nuova centrifuga». Operazione che «comporterà grossi vantaggi nel trattamento e disidratazione dei fanghi, in termini sia economici che di impatto ambientale». La spesa ammontava a 179.398 euro. Ma Sea Risorse - scrive Gaia - «ha deciso di non procedere all’acquisto». Gaia si trova dunque a dover noleggiare l’impianto al costo di circa 400 euro al giorno e a dare mandato per l’acquisto in proprio del macchinario. «Noi chiedevamo garanzie ampie a Gaia» spiega l’amministratore delegato di Sea Risorse, Alberto Corsetti. Che non sono arrivate come non è arrivata la centrifuga: «C’è sempre la vecchia nastropressa», sono le parole di Corsetti. La quale, a primavera 2017, non avrà certo condizioni migliori di quest’anno. Con buona pace del fiume di parole e di denaro in materia di qualità della balneazione.

Donatella Francesconi

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