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Teleriscaldamento di nuovo in tilt

A Pruno e Volegno decine di famiglie rischiano settimane al freddo

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STAZZEMA. Per l’ennesima volta bisogna correre ai ripari. La caldaia principale dell’impianto di teleriscaldamento, che brucia cippato, è andata fuori uso. Così le decine di famiglie allacciate rischiano di passare al freddo le prime settimane d’autunno. Il Sindaco Verona ha fatto sapere che entro novembre la caldaia sarà sistemata, ma intanto qualche abitante si sta già organizzando con metodi alternativi.

L’impianto – entrato in funzione da pochissimi anni e costato oltre un milione tra fondi comunitari e un mutuo che Stazzema sta ancora pagando – fornisce acqua calda ai sanitari e ai termosifoni. Per adesso il teleriscaldamento sta funzionando grazie ad una caldaia più piccola, che di solito viene messa in funzione in estate. La scorsa settimana a Volegno si è svolta una riunione tra residenti e amministrazione, proprio per affrontare questa problematica. In progetto c’è anche un ulteriore intervento di restyling dell’impianto, nonostante sia stato inaugurato appena cinque anni fa.

«Stiamo programmando un intervento prima del mese di novembre – ha detto il sindaco Verona – per rimettere in moto la caldaia grande. Così si conta di passare l’inverno 2016 e 2017 in attesa di un bando regionale per reperire risorse con cui migliorie l’impianto e renderlo più efficiente ed efficace».

Se è vero che il teleriscaldamento ha spento quasi cento camini tra Pruno e Volegno, e quindi dovrebbe aver ridotto l’inquinamento, tuttavia l’azienda che l'ha realizzato e il progettista non sono stati all’altezza dell’opera, che adesso va rivista.

«Avrebbe bisogno di migliorie tecniche e strutturali – ha spiegato il primo cittadino di Stazzema – e pertanto attraverso la Regione Toscana cercheremo di intercettare un finanziamento attraverso un bando che sarà aperto a breve».

Ad esempio – oltre alla sostituzione della caldaia – c’è bisogno di sezionare le condutture dei due paesi; e sezionare singoli tratti nelle due frazioni. Infatti, fino ad oggi, quando avveniva una rottura alle condutture si era costretti a spegnere tutto l’impianto. Per la riparazione della caldaia si stima un costo di qualche migliaio di euro, mentre per l'intervento successivo si stima 150-200 mila euro.

Nel frattempo nelle due frazioni c’è abbastanza preoccupazione: in molti quest'estate erano convinti che il comune fosse in grado già di sostituire la caldaia grande, che è quella che porta l’acqua a temperature ottimali per riscaldare le case durate il clima mite invernale dell’Alta Versilia. (t.b.g.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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