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La Cgil: nel turismo sta diventando una vera piaga

La Cgil: nel turismo sta diventando una vera piaga

VIAREGGIO. Non esiste un dato versiliese sul boom dei voucher. Ma, in base alla statistiche provinciali, l’utilizzo dei voucher anche in provincia di Lucca «è allarmante - spiega la Cgil - come nel...

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VIAREGGIO. Non esiste un dato versiliese sul boom dei voucher. Ma, in base alla statistiche provinciali, l’utilizzo dei voucher anche in provincia di Lucca «è allarmante - spiega la Cgil - come nel resto della Toscana, che è la quinta regione per l’utilizzo di lavoro accessorio».

«Se nel 2015 - afferma Valentina Gullà della Filcams - i lavoratori pagati a voucher sono stati 102.899, solo nel primo trimestre di quest’anno si sono raggiunte le 187 mila unità, pari all'11% della forza lavoro accessoria a livello regionale. Per quanto riguarda i settori di cui si occupa la Filcams Cgil non abbiamo ancora un dato provinciale suddiviso per settori, ma si consideri che in Toscana nel 2015 nel turismo sono stati riscossi 863.464 voucher, 654.126 nei servizi, 867.663 nel commercio e 140.772 nel lavoro domestico. A livello nazionale il turismo è il secondo settore di uso dei voucher, mentre in Provincia pensiamo di poter affermare che si tratti del primo in assoluto, sia in aziende strutturate (catene alberghiere, ristorazione autostradale...) sia - e forse soprattutto - nelle piccole aziende. Infatti proprio il turismo è il settore più esposto ad un uso improprio dei voucher - prosegue la Cgil - poiché spesso vengo usati anche per pagare lavoratori in precedenza già assunti con contratti a tempo determinato, come escamotage per allungare ed aggirare i limiti temporali del contratto a termine. Anche il commercio di vicinato ne fa ampio uso, mentre ancora non ve ne è quasi traccia nella grande distribuzione organizzata, che al momento nel nostro territorio fa preferibilmente ricorso a lavoratori interinali o a cooperative esterne: modalità che comunque ci trova contrari perché crea precarietà e non occupazione stabile e di qualità».

«Oltre all'utilizzo improprio dei voucher - continua la nota - teso a coprire quelle che dovrebbero essere forme contrattuali diverse, ad esempio a termine o stagionali se non addirittura a tempo indeterminato magari part time, altro sfruttamento nello sfruttamento è quello del numero di voucher pagati al lavoratore. Infatti ci sono stati denunciati casi in cui la paga oraria o giornaliera viene stabilita senza alcun riferimento contrattuale, e di conseguenza il datore di lavoro corrisponde meno di un voucher per ora di lavoro. Abbiamo quindi ad esempio lavoratori inquadrati e retribuiti secondo contratto collettivo di lavoro, che prestano la propria attività a fianco di lavoratori che per una cifra inferiore svolgono le medesime mansioni, senza differenza alcuna tra il lunedì, la domenica o la notte.Il decreto correttivo del Jobs Act dovrebbe dare una stretta agli usi impropri attraverso lo strumento della tracciabilità che mutua la procedura già utilizzata per il lavoro intermittente. Ed analogamente a quanto previsto per il lavoro intermittente le sanzioni amministrative vanno da 400 fino a 2.400 euro per ogni lavoratore per cui la comunicazione stessa è stata omessa. Sono inoltre previste visite dell’Ispettorato del lavoro. Ciò che auspichiamo - conclude la nota - è che l'iniziativa in difesa del lavoro e della dignità dei lavoratori trovi le giuste risposte e che la situazione allarmante che su ogni fronte viviamo ogni giorno possa trovare margini di recupero».

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