Il Tirreno

Versilia

Giro di vite sui furbetti delle case popolari

di Luca Basile
Giro di vite sui furbetti delle case popolari

Vincoli più rigidi nel nuovo regolamento comunale per l’emergenza abitativa Santini: troppi giocano sul finto bisogno a scapito di chi ha diritto a essere aiutato

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PIETRASANTA. Emergenza abitativa: giro di vite, del Comune, contro i furbetti e «quelli che giocano sul finto bisogno» come li chiama l’assessore Lora Santini. Giro di vite che si realizza con alcuni punti fissi: tre anni di residenza sul territorio comunale per rientrare, appunto, nell’emergenza abitativa, , almeno cinque anni per accedere alla graduatoria delle case popolari, sistemazione per gli sfrattati solo in caso di morosità sopraggiunta e non cronica. Questo il nuovo regolamento approvato a maggioranza nell’ultima seduta del consiglio comunale.

«Un adeguamento necessario – dice Santini – per evitare di doverci accollare migrazioni strategiche da altri comuni. Ci sono tanti soggetti che giocano, come ho detto, sul finto bisogno, a scapito di famiglie di Pietrasanta, italiane e straniere, che hanno tutto il diritto di essere sostenute. Con questo nuovo regolamento abbiamo ridotto anche i tempi dell’emergenza per dare una mano a coloro che hanno davvero voglia di rendersi autonome, non a quei cittadini che intendono vivere sulle spalle della collettività».

Sono diverse le modifiche inserite nello stesso regolamento: l’assegnazione delle case parcheggio non potrà superare i dodici mesi (prima il limite era diciotto) per coprire il tempo strettamente necessario a superare le difficoltà; il soggiorno in strutture a carico del Comune sarà previsto per un massimo di 21 giorni; per rientrare nei canoni dell’emergenza abitativa dovranno ricorrere situazioni di malattia, grave indigenza o disoccupazione. Prima di optare per la sistemazione in alloggi popolari, sarà valutata la disponibilità di parenti ad accogliere gli sfrattati e, in ogni caso, saranno predisposti percorsi di reinserimento sociale e lavorativo per i beneficiari degli aiuti.

«Non è previsto alcun sussidio ai morosi cronici: il contributo d’emergenza sull’affitto, ridotto a un massimo di 10 mesi (e non più 12), sarà riconosciuto solo a quanti hanno onorato il contratto di locazione pagando regolarmente almeno per un anno. Non solo: il contratto dovrà essere registrato, non sarà ammesso il comodato d’uso transitorio; il contributo mensile sarà al massimo di 300 euro e il canone dovrà essere congruo al ménage familiare» evidenziano dal Comune. «Limitando il periodo e l’entità del sostegno economico, avremo le risorse per aiutare più famiglie – spiega Santini – dobbiamo garantire una chance di uscita dal tunnel al maggior numero di persone possibili tra quelle che hanno seria intenzione di impegnarsi e di farcela».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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