Il Tirreno

Versilia

Addio all’Jpermercato: a fine anno chiuderà

di Claudio Vecoli
Diego Agostini di fronte all'insegna dell'Jpermercato
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Diego Agostini di fronte all'insegna dell'Jpermercato

Viareggio, Diego Agostini: «Andare avanti era diventato impossibile». A rischio 17 posti di lavoro

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VIAREGGIO. Quell'insegna ha indicato a generazioni di viareggini - specie quelle che hanno superato la soglia degli "anta" - il posto dove vedere e sperimentare con mano le magie della tecnologia applicate al mondo della casa: dai primi televisioni a colori ai prototipi delle lavastoviglie. Più di recente, con l'avvento delle grandi catene, era diventato il luogo dove si trovava tutto quello che serviva per risolvere un problema domestico: dalle lampadine di ogni misura e attacco all'accessorio per la cucina da sostituire. Insomma, l'Jpermercato di Leone Agostini - perché il nome di Leone, il suo inventore, è rimasto indissolubilmente legato all'attività anche dopo la sua scomparsa e il passaggio di mano al figlio Diego - è sempre stato molto più di un semplice grande magazzino. Era un "luogo dell'anima" - magari legato alla frenesia del consumismo - dove qualche volta entravi anche se non ti serviva nulla. E alla fine uscivi inevitabilmente con qualcosa in mano. Una sorta di Ikea "ante litteram" in salsa viareggina dove almeno una volta tutti hanno messo piede. E che forse non a caso era nata e cresciuta a fianco dei vecchi baracconi del Carnevale in via Marco Polo.

Ebbene, dal prossimo 31 dicembre l'Jpermercato chiuderà i battenti. Dopo quasi cinquant'anni - la sua nascita risale al 1969 - il grande magazzino cesserà la propria attività. Per lasciare posto, probabilmente, ad una grande catena di tv ed elettrodomestici (si parla di Trony, ma non c'è conferma ufficiale). Un addio che Diego Agostini - figlio di Leone e attuale proprietario dell'Jpermercato - conferma non senza un pizzico di rammarico. «Purtroppo non si poteva fare altrimenti. La mia è stata una decisione che ho dovuto prendere a malincuore, quasi costretto dagli eventi. Da quando, nel 1969, è nato l'Jpermercato, i tempi sono profondamente cambiati. Adesso, per realtà come la nostra, non è più possibile scontrarsi con i grandi colossi della distribuzione che attuano una politica dei prezzi sempre più aggressiva. A tutto questo si aggiunge poi l'arrivo dei prodotti cinesi a basso costo che hanno invaso il mercato e, fenomeno che ancora non si è manifestato in tutta la sua potenzialità, la vendita sul web tramite l'e-commerce. Insomma, non potevo fare diversamente. E così, con il 31 dicembre, ho deciso di cessare l'attività».

Come detto, l'ipotesi che l'Jpermercato possa essere sostituito da un grande marchio della distribuzione (Trony in primis) è tutt'altro che remota. Anche se su questo Diego Agostini non si sbilancia. «Chi sbarcherà negli spazi dell'Jpermercato non è ancora deciso. Ci sono diverse trattative in corso e su questo preferisco mantenere il massimo riserbo. Di certo i locali, dotati di un grande parcheggio e lungo una via di comunicazione importante, sono appetibili. Però a chi subentrerà chiedo di riassumere una quota importante dei dipendenti che attualmente lavorano con me».

Già, i dipendenti. All'Jpermercato lavorano diciassette persone. Che adesso rischiano di restare senza un lavoro. «E' uno dei temi che mi sta più a cuore», ammette Agostini. Ma il rischio che ne vengano riassunti solo una minima parte (si parla si e no della metà) è più che concreto. «Fino ad ora non ci sono mai stati conflitti né con i miei dipendenti né con le organizzazioni sindacali. Spero di arrivare ad una soluzione che possa soddisfare tutti».

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Agostini smentisce invece che l'operazione chiusura sia iniziata con la cessione di parte dello stabile al "Porca Vacca", il ristorante fast food maremmano che ha aperto i propri battenti lo scorso giugno. «L'idea di ridurre gli spazi dell'Jpermercato non è nuova. I costi di gestione, dalla tassa sui rifiuti alle spese per il riscaldamento, erano troppo alti. E così il frazionamento degli spazi era un passo quasi obbligato che si è concretizzato con l'arrivo a Viareggio del Porca Vacca. Però nego che si sia trattato di un primo passo programmato verso la chiusura dell'Jpermercato. E' semmai con l'apertura del Porca Vacca che si sono fatti avanti dei nuovi soggetti per gli spazi occupati dall'Jpermercato. Solo in quel momento ho maturato l'intenzione di cedere l'attività».

Diego Agostini non sembra invece intenzionato a smobilitare le altre sue attività imprenditoriali - sue o comunque di famiglia - in zona. Sia per quello che riguarda la Bancarella di Lido di Camaiore che il bagno Città Giardino a Viareggio non sono previste cessioni. «Si tratta di attività che non hanno nulla a che vedere con l'Jpermercato. E che vivono e continueranno a vivere autonomamente».

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