Sicurezza
Si rischia il caos all’Asl per le visite private
Versilia: il Cup non invia più le prenotazioni ai medici che fanno la libera professione
VIAREGGIO. Si rischia il caos per le visite private svolte dai medici dell’Asl. Il problema deriva dal fatto che il Cup non invia più ai medici le prenotazioni fatte per visite ed esami “in libera professione”. Prestazioni, cioè, che vengono svolte dal sistema sanitario pubblico, con medici e strutture dell’Asl. Ma con tariffe e tempi da sanità privata.
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Secondo quanto comunicato dalla direzione sanitaria ai medici che fanno la cosiddetta intramoenia, ci sarebbero dei problemi tecnici alla base di questo stop alla procedura. Difficoltà non risolvibili a breve. Perciò quando il cittadino chiama il Cup e prenota una visita o un esame in libera professione - perché preferisce fare prima rispetto alla lista d’attesa, oppure perché vuole quel professionista specifico - l’appuntamento non viene comunicato al medico. Che, quindi, ha due possibilità: o va a fare l’ambulatorio in libera professione senza sapere se avrà pazienti, oppure raccoglie da solo le prenotazioni.
I medici, avuta la notizia dalla direzione sanitaria, non l’hanno presa bene. Anche se nessuno commenta ufficialmente il disservizio, il malumore c’è. Sia chiaro: non si tratta di un problema insormontabile. Ma considerato il carico di lavoro medio che ogni professionista del “Versilia” gestisce ogni giorno, questa difficoltà organizzativa complica un po’ le cose. Mentre si dovrebbe lavorare per facilitarle, suggerisce chi lavora in ospedale. Anche perché sono sempre più i cittadini che si rivolgono all’ospedale per visite ed esami in intramoenia. Così come aumentano i pazienti che si rivolgono agli studi medici privati.
Queste scelte vengono fatte dai pazienti non perché fa piacere pagare di più. Ma perché l’Asl fa sempre più fatica a dare risposte immediate alle richieste di cura. E se io mi fido di quel medico, posso aggirare (legalmente) la lista d’attesa nel pubblico, chiedendo di poter pagare un compenso come se la prestazione fosse privata. Basta guardare i numeri nella tabella soprastante per capire come alcuni medici abbiano ormai un discreto numero di richieste da parte dei pazienti. Attività che va in parallelo con il lavoro svolto nel pubblico.
C’è da dire che la libera professione è osteggiata dal “padre” della sanità toscana, il presidente della Regione Enrico Rossi. Rossi vorrebbe abolire l’intramoenia - nell’idea che chi lavora all’Asl non può fare anche l’attività privata - e lo ha detto pubblicamente. La proposta, però, è ancora su carta.
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