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Ucina: riparte il mercato italiano

Ucina: riparte il mercato italiano

I dati dell’associazione: più 17% il fatturato, cresce del 3% il numero degli addetti

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VIAREGGIO. Cresce il mercato interno della nautica. Nel 2015 l'aumento è stato del 21,3% rispetto al 2014, andando ad invertire la tendenza registrata negli ultimi anni.

È il dato più significativo dello studio “La Nautica in cifre”, realizzato da Ucina Confindustria Nautica in collaborazione con Fondazione Edison. Lo studio, presentato al Salone nautico di Genova davanti a Marco Fortis vicepresidente della Fondazione e consigliere economico di Palazzo Chigi, indica che al fatturato globale della nautica pari a 2,9 milioni di euro (+17% rispetto al 2014), il mercato italiano ha contribuito con 950 milioni.

La produzione nazionale per l’Italia, pari a 550 milioni nel 2015 nel suo complesso, è cresciuta del +13,1% e ha raggiunto per il 77% i mercati esteri. Anche la dinamica degli addetti è in crescita e ha raggiunto 18.130 unità (+3% rispetto al 2014). Nel 2015 l’industria italiana della nautica ha generato l'1,75% del Pil nazionale superando in valore i 2 miliardi in aumento del +19% rispetto all'anno precedente.

«La ripresa del mercato italiano è un segnale molto importante - affermano gli analisti - I dati molto positivi dello stipulato leasing nautico per il 2015 confermano il risveglio della domanda interna e soprattutto il ritorno della fiducia dei clienti italiani». Il numero di contratti stipulati in leasing registrano una crescita del 44% (+26% in valore assoluto) nei primi cinque mesi del 2016 rispetto ai primi cinque mesi del 2015. «Ancor più significativo - spiega Gianluca De Candia, dg Assilea - è la diminuzione del taglio medio del valore delle operazioni, passato da 1.800.000 euro a 700 mila nei primi otto mesi del 2015. Significa che si comprano più barche e che un numero maggiore di persone con minor disponibilità si affaccia alla nautica».

Nell’industria nautica italiana, è il comparto della cantieristica quello di maggiore rilievo. Nel 2015, il fatturato della cantieristica è pari a 1,8 miliardi, di cui 1,6 generati dalle sole unità di nuova costruzione (+20%) e 207 milioni dalle attività di riparazione e rimessaggio. La produzione nazionale della cantieristica considerata nel suo complesso è collocata per l'86,4% sui mercati esteri (1.540 milioni di euro) e, a loro volta, i mercati extra UE assorbono il 74,5% delle esportazioni nazionali (1.149 mln). Sul mercato italiano è stato collocato il rimanente 13,6% della produzione (243 mln).

«A chiusura della scorsa stagione dicevamo che c'era la ripresa ma non credevamo nella continuità, ora è sicuro» ha commentato la presidente di Ucina Carla Demaria.

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