Il Tirreno

Versilia

Strage, Piagentini scrive a Delrio: "La smetta di sproloquiare"

Marco Piagentini
◗
Marco Piagentini

L'associazione dei familiari delle vittime del 29 giugno reagisce con indignazione e fermezza alle parole del ministro e si chiede il perchè delle affermazioni contro il lavoro della procura nel bel mezzo del processo

3 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Ferma indignazione come cittadini prima ancora che come familiari delle 32 vittime della strage del 29 giugno 2009. E parole durissime che richiamano al rispetto delle istituzioni oltre che delle persone. E' una reazione forte e composta quella dell'associazione dei familiari delle vittime della strage di Viareggio, "Il mondo che vorrei", alle parole pronunciate in diretta tv dal ministro Graziano Delrio sulla richiesta di condanna nei confronti dell'ex Ad di ferrovie Mauro Moretti, uno dei principali imputati nel processo in corso a Lucca per far luce sulle responsabilità della strage. Richiesta di condanna a 16 anni che il ministro ha definito "sproporzionata". E a lui così si sono rivolti i familiari, rappresentati da Marco Piagentini che a causa dell'esplosione di una cisterna di gpl ha perso la moglie, due figli e porta su di sé i segni indelebili di questa immane tragedia.

[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.14132816:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2016/09/21/news/strage-viareggio-delrio-la-richiesta-del-pm-e-sproprozionata-1.14132816]]

"Illustre Ministro Delrio - scrive Piagentini in veste di presidente de "Il mondo che vorrei" - dagli incontri con il Presidente della Repubblica, con il Ministro di Giustizia e con il Presidente del Senato ci è sempre stato sottolineato con forza che le cariche dello Stato sono impossibilitate ad esprimersi durante un procedimento penale in corso. Nel rispetto delle Istituzioni, noi familiari, in aula da oltre 105 udienze, siamo sempre stati presenti ad ascoltare con la massima dignità e il massimo rispetto, abbiamo trattenuto un dolore immenso, non ci siamo mai permessi di strillare, ne abbiamo dato giudizio sull'operato del collegio, nemmeno nella fase dell'incidente probatorio, quando uno dei due periti del Gip risultò essere sul libro paga di una delle parti imputate (RFI), come risulta dagli atti e nell’occasione nessuno mosse una foglia".

"Apprendiamo con sorpresa che da ieri 21 settembre - è l'affondo di Piagentini - i Ministri della Repubblica possono interferire nel procedimento in corso, dando una propria opinione e mettendo chiaramente pressione ad un collegio che, tutto avrebbe bisogno, salvo che le sue parole di persona ignorante i fatti (non penso che lei conosca le oltre 250.000 carte che compongono il fascicolo di questo dibattimento o le centinaia di documenti presentati in 750 ore di rogatorie da parte dei Pubblici Ministeri). Allora da cittadini ci domandiamo: con quale fine e con quale motivazione Lei ha espresso tali esternazioni? Vogliamo pensare che l'ignoranza vinca sulla malafede, ma in entrambi i casi Lei rappresenta lo Stato Italiano e ci fa vergognare di avere un Ministro di così basso profilo, ci fa vergognare di essere rappresentati da persone così poco sensibili e meschine. Speriamo di non risentirla più sproloquiare, su un procedimento come quello che si sta dibattendo a Lucca  proprio sulle inefficienze della sicurezza delle Ferrovie dello Stato, ma soprattutto sulla serietà del lavoro svolto dalla Procura di Lucca e sulla serietà del Collegio giudicante".

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini