Il Tirreno

Versilia

Parte la raccolta firme per Don Damiano

di Cesare Bonifazi

Sindaco e esponenti di ogni fazione politica vanno ai banchetti per la petizione Il prete scrive alla comunità per ringraziare degli anni passati a Camaiore

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CAMAIORE. Il primo giorno di raccolta firme per Don Damiano ha visto sfilare davanti ai tre banchetti messi in tre punti della città tutte le fazioni politiche che hanno voluto dimostrare il loro supporto al parroco trasferito, senza un motivo palese, dalla prioria di Camaiore a Segromigno in Piano, vicino a Lucca.

Tra i tanti che hanno firmato per chiedere all’arcivescovo di tornare indietro nella propria decisione anche il sindaco, Alessandro Del Dotto, che già nei giorni scorsi aveva dimostrato il suo affetto verso il prete attraverso un post su Facebook nel quale ribadiva che la comunità «non può essere lasciata senza i suoi punti di riferimento». A lui si sono uniti anche i consiglieri di Forza Italia, Matteucci, Daddio e Ricci, che hanno ribadito quanto Damiano Pacini fosse «un elemento importante per la comunità camaiorese». Molti politici ma anche tanti cittadini comuni.

Un amore, quello dei fedeli e del paese, che non ha lasciato muto il prete il quale ha preso la penna e ha voluto salutare il suo gregge in cui, a cuore aperto, ringrazia tutti, anche coloro che «non lo hanno capito» e che lo hanno definito “un imprenditore”. Le sue parole sono quelle del rammarico ma non entra mai nel merito delle motivazioni che hanno portato l’arcivescovo a prendere questa decisione. L’arcivescovo rimane barricato nel suo silenzio e non ha fatto un passo indietro neanche sulla richiesta che avevano fatto i fedeli di incontrarlo.

Alla lettera di Don Damiano risponde Alessandro Santini che dalla sua pagina Facebook ringrazia il prete: «Con questa lettera dimostri che persona stupenda tu sia - dice il politico - Sei un uomo onesto e per bene, che addirittura si prende colpe non sue e le mette anche nero su bianco.Don Damiano, non accollarti responsabilità che non hai, non accusarti di ciò che non hai fatto, perché noi non crediamo per niente ad una parola di questa lettera. Don Damiano, comprendiamo che la tua obbedienza ti porta a scrivere tutto questo, ma non devi essere te a dare delle spiegazioni, ma è il Vescovo di Lucca che deve trovare il coraggio di parlare e di dire il perché del tuo allontanamento forzoso».

Un’accusa diretta a Castellani che è un arrivederci a un parroco molto amato dalla sua comunità.

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