Italia
Lunardini e Baccelli ringraziano i pm «Grande impresa»
VIAREGGIO. Nel giorno della richiesta delle condanne, la parola a Luca Lunardini spetta di diritto. Era lui, infatti, il sindaco di Viareggio il 29 giugno 2009. A rappresentare la Versilia ieri in...
VIAREGGIO. Nel giorno della richiesta delle condanne, la parola a Luca Lunardini spetta di diritto. Era lui, infatti, il sindaco di Viareggio il 29 giugno 2009. A rappresentare la Versilia ieri in aula c’era, invece, Alessandro Del Dotto, presidente uscente dell’Unione dei Comuni, sindaco di Camaiore. Unica istituzione presente nel giorno che segna un passaggio cruciale dell’iter giudiziario verso la verità sul disastro ferroviario di Viareggio. In aula - negli ultimi due giorni - anche Luca Poletti, ex capogruppo del Pd nel consiglio comunale da poco sciolto.
«Mi ricordo i primi giorni, i primi mesi - sono le parole di Lunardini - con una Procura sotto pressione per la paura che fosse lenta. E mi ricordo le parole dell’allora Procuratore capo, Aldo Cicala, che ricordava come si trattasse di un procedimento estremamente tecnico e come se si voleva arrivare in fondo era necessario farlo molto preparati». La mente, ieri «è andata alle sofferenze di quei giorni. Abbiamo tutti ancora lì le radici. E di una risposta di giustizia non possiamo più fare a meno». A proposito di giustizia, Lunardini vuole aggiungere un proprio apprezzamento: «Bravo all’ispettore superiore della Polfer Angelo Laurino. Ci tengo a dirglielo».
Stefano Baccelli, invece, all’epoca era presidente della Provincia di Lucca, ente coinvolto nell’iter per la ricostruzione. Anche il suo pensiero oggi va alla Procura di Lucca ed ai suoi magistrati: «Se ripenso a cosa è stato il lavoro di questi anni, anche solo la difficoltà a trovare i tecnici qualificati per le parti civili, vedo la montagna che la Procura ha dovuto scalare». Con i due pm Amodeo e Giannino che hanno continuato a svolgere anche tutto il lavoro extra strage di Viareggio che non è certo poco.
«In questi casi - continua Baccelli - pur nel rispetto di tutte le forme e le procedure, serve un sostegno alle Procure che si trovino ad affrontare eventi di questa portata. Affinchè i tempi della vita e quelli della giustizia non vivano la separazione che oggi invece troppe volte c’è». Un messaggio dritto a Roma. Mentre per la Procura di Lucca, le parole di Baccelli - oggi consigliere regionale - sono tutte di plauso: «Non si può che ringraziare per questo immenso lavoro».
E non sono solo parole. Perché i due pm hanno affrontato l’aula con il piglio di chi sta correndo - nel rappresentare lo Stato - la corsa della vita. Quella negata a trentadue persone che dormivano credendosi al sicuro nelle proprie case ad un passo dai binari.
Le udienze proseguono fino alle 11 novembre, con le discussioni di avvocati di parte civile e difensori degli imputati italiani e tedeschi. Poi ci sarà il tempo per le repliche che chiameranno ancora in scena i due pm.
A quel punto sette anni di indagini, incidente probatorio, udienza preliminare, processo passano tutti nelle mani del Collegio giudicante composto dai magistrati del Tribunale di Lucca Gerardo Boragine (presidente), Nidia Genovese e Valeria Marino. (d.f.)
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